Sarebbe anche ora di Presentarsi visto che ho un “angolo” di opinione su questo Sito.
Sono il Cancher, ovvero Checco de Jackal.
Sono partito dal motard per approdare anni dopo al Motocross, un po’ predecessore del novello campione mondiale MX1 Romain Febvre. Sarà la millesima volta che metto per iscritto il mio curriculum motociclistico, e non mi piace molto ripetermi, ma per doveri editoriali lo faccio.
L’ho fatto anche in precedenza per progetti molto altisonanti ma alla fine che costringevano a fare il compitino cotto e mangiato di redazione.

Il Cancher

Qua spero di aver finalmente trovato il mio habitat per scrivere come piace a me di tutto e più, senza mai perdere il focus dalle due ruote.
Senza usare tutto quel parolame codificato del genere andremo a sviscerare tutto quello che può turbare la mente di un Biker.
Vi do una notizia positiva per voi puttanari prima che interrompiate la lettura mossi da odio verso un estraneo.
La mia avventura motociclistica, iniziata particolarmente tardi ai 21 anni, è stata inaugurata da un vecchio TT600 del 89. Sgangherato il giusto e su cui non toccavo nemmeno terra.
Sceso poi per un DRZ 400 E, alla morte del cavallone bianco e rosso Belgarda, e abbassatomi ulteriormente con un kit 17 pollici che mi ha portato sui circuiti del regionale Lombardia Motard.

Da li solo pista e sempre più terra, con qualche licenza negli ultimi anni a quel morbo “terrificante” che è modificare quelle orrende Guzzi 350.
In realtà avevo bisogno come molti di un mezzo economico, poco caro da assicurare e che non fosse una vasca da bagno a variatore.

Questo e quanto, per il resto, per capire il soggetto, basterà seguire “il Chancher” e vedere dove andrà a parare di volta in volta, senza porsi bariere mentali di genere (o gender come piace dire adesso).
L’unica certezza e che sarà in stile MLGP, quindi un vero “Cancher” rompi coglioni.