Forse sarà stata demenza senile, ultime cartucce da sparare, follia pura, ma agli inizi di novembre, per caso leggo un post di un vecchio amico di scorribande durante il campionato Rally UISP.
Il post si riferiva all’ Hellas Rally 2016, a meta maggio. Roberto (Barbieri) stava organizzando la trasferta con altri amici, in terra greca.
Sinceramente non ci ho pensato poi molto, dentro di me avevo già deciso. Ci vado!

Un po di scena per scegliere quale formula, un paio di giorni di discussioni su facebook, se fare il rally raid o la gara vera e propria. Vengo convinto dal buon Barbieri a iscrivermi alla gara vera, senza scuse.
Sono iscritto. E ora? Ora bisogna capire con che moto presentarsi a questo rally. Mi dicono che è idoneo per le bicilindriche, caso vuole che ne posseggo una. Una Africa Twin rd03 650cc del 1989.
Parto con la ricostruzione e le modifiche alla moto.

Prima di tutto alleggerire dove e possibile, senza però stravolgere la linea stupenda dell’ Africa. I punti da modificare sono: marmitta, cerchio posteriore da 18″, porta targa posteriore e traliccio quadro strumenti.
Stefano Radicchio Serra, amico del gruppo AEP di facebook, mi linka una marmitta leggerissima. Appena ho il link compro il terminal..peccato che era l ultima e la voleva anche lui !
Gianni Uomodighiaccio mi passa il contatto di una cassa di plastiche di un aprilia tuareg 50. Mi tengo il cupolino di plastica che assomiglia all’ originale, ma e molto piu piccolo.
Per la ruota posteriore mi affido alla ditta Fa-Ba di Bologna, cosi posso montare gomme piu specialistiche.

Per i pezzi di ricambio, mi affido alla Wing Riders di Bologna. La cara Jessica Scagliarini è stata paziente e sempre molto celere nel trovarmi tutte le cose che gli ho chiesto. Un team perfetto tra lei, Sandro, Pier e Mirko.
Ho già in mente tutto e come verrà una volta terminata di tutte le modifiche.
Comincio a lavorarci, serate passate in garage a fare un taglie e cuci impressionante. L’ ho montata e smontata non so quante volte. Ogni weekend sono in garage a modificare, tagliare, togliere, verniciare. Intanto i miei amici escono in moto, ma non mi pesa affatto, perché sono concentrato su quello che devo fare.
Nel frattempo, mi sono iscritto in palestra. Ebbene si, dopo anni di divano, mi sono impegnato molto con allenamenti di volta in volta sempre più intensi.

Ho ripetuto i movimenti che si fanno in moto e li ho replicati con le macchine. Sempre alla ricerca della resistenza e bicicletta tutte le volte che mi presentavo in palestra. Praticamente mi son fatto un mazzo tanto.
Una cosa fondamentale e stato l’allenamento con yoga e poi pilates per gli allungamenti del muscolo. Molto utile in moto.
Passano i mesi e mi sento sempre meglio, la moto sta prendendo forma.
Finalmente arriva il giorno della partenza.

Siamo carichi come delle molle io e i miei compagni di viaggio. Si preannuncerà una settimana di gara ,ma soprattutto di grande spasso e complicità con il resto del gruppo.
Con me, viene anche la Cinzia, che in questi mesi ha sopportato un bel po’ di disagi. Serate passate da sola mentre io ero in garage, ricerche in internet, giri a cercare pezzi e tante chiacchere da bar. Si merita un po’ di vacanza.
L’ organizzazione Barbieri è efficiente, il fratello di Roberto, Fulvio è già partito insieme ad altri faranno la traversata via mare e poi terra, con un furgone e carrello e il camion della Goldentyre.

La ProAl dispone di diverse soluzioni. Ho scelto la formula solo trasporto, a me piace essere autonomo, nel bene e nel male.
Il team è tutto alloggiato in un albergo sul mare di Edipsos, cittadella dell isola di Evia. Ad Edipsos c’è una stazione termale, famosa nel mondo con acqua che sgorga ad una temperatura imbarazzante. Poco sotto al paddock si trova l’uscita di quest’acqua che sgorga sul mare e vi assicuro non ci si riesce a stare dentro, infatti io e Cinzia ci facciamo il bagno in una piscinetta ricavata con sassi a far da diga, ma lontani dalla sorgente, rischio di ustioni.

Il primo giorno lo passiamo a fare le operazioni tecniche e controllo dei documenti, poi tutti a montare le ultime cose. Mi ritrovo sotto i tendoni del team, praticamente a non fare niente, visto che mesi prima avevo lavorato di fino. Gli altri miei compagni, sono indaffarati a cambiare gomme, a far funzionare Roadbook e altre cose, quindi mi gusto il momento.

Hellas Rally

Hellas Rally

Giorno Uno.
Prologo di una 70ina di chilometri per decidere l’ordine di partenza per i giorni successivi. Si parte. 5,4,3,2,1 Gooo! Trasferimento di una 20ina di km e si arriva alla partenza della speciale. Sono nel gruppo delle bicilindriche dietro a Filosa con l’Honda Africa Twin nuova, quasi completamente originale e quella marchiata Touratech, che è un opera d arte. Tutta con pezzi Touratech, forcelle, mono, cerchi, fari.. veramente bellissima.

Partenza della speciale, prima curva verso sinistra, canno subito la prima nota..hahahah. penso, cominciamo bene!
Riprendo senza problemi la strada, una sterratona di terra battuta, rocce piantate, rocce sparse, ghiaino, sottobosco, terra rossa, spiaggia di ghiaia, c’è un po di tutto. Io mi sento bene, a parte le curve sul brecciolino in discesa che non sono il mio forte. Cerco di non cadere e di non perdermi. Infatti alla fine della speciale di soli 35/40 km mi ritrovo nei primi 40 nell’assoluta. Penso! Cavolo, sono andato benino dai, posso fare di meglio, ma questa è una speciale corta ed è molto diversa da una speciale di 240km.
Esco dalla speciale e vengo fermato da un papà con due bimbi di 7/8 anni, vogliono farmi una foto. Porca miseria, quando mai qualcuno ha voluto fare una foto con me, che sono sempre stato un bradipo? Colgo l ‘occasione al volo e carico i due bimbetti sulla sella dell’ Africa (denominata dagli amici HondaRom) e mi faccio fare diverse foto..hahahah. Per un momento mi son gasato.
Torno al paddock e controllo che la moto ci sia tutta. Nel frattempo mi fermo a prendere il roadbook per il giorno dopo e comincio a segnarlo. Evidenzio sx, dx, dritto..porcocavolo! Non si possono segnare 500 note!
Finisco tutto, monto il rotolo cartaceo e si va in albergo a far la doccia, per poi andare a mangiare.
Edipsos è un posto di villeggiatura, ma di locali. Si capisce dai menù e da come si mangia, direi discretamente bene.

Giorno Due.
Tappa lunga, mi sembra 280 km. Entro in speciale dopo una ventina di km di asfalto a velocità controllata. Questa cosa della velocità controllata alla fine del rally, mi comporterà una penalità di 26 minuti, che su 24/25 ore di speciali non sono poche. La velocità controllata è un tratto di strada, più o meno lungo asfaltato, ma anche sterrato, dove di volta in volta varia la velocità 60-50-40, a seconda di che strada stiamo facendo. Il bello di tutto ciò e che questi tratti sono anche in mezzo alle speciali, quindi bisogna stare molto attenti a leggere bene le note (cosa che io non ho fatto, evidentemente) Comunque c’è gente che alla fine ha accumulato anche 2 ore e passa di penalità.

La speciale è lunga, io mi sento bene, la moto va bene. Peccato che subito dietro di me ho un paio di quad. Si, in questo rally si parte tutti assieme, moto, quad e macchine.
La cosa è devastante. I quad su questo terreno vanno veramente a velocità fotoniche, soprattutto nelle curve con ghiaia, sassi, loro hanno una velocità di percorrenza in curva che è il triplo della mia, che cerco di sopravvivere a questa ghiaia infame. Quando ti passano alzano una nube di polvere e sassi che il più delle volte ti fanno fermare, non rallentare!
Il brutto che questi pistola, non sanno per niente navigare, quindi è un continuo superarsi, fermarsi, superarsi, fermarsi. li ho odiati profondamente.

Hellas Rally

Hellas Rally

Alla fine della giornata sono sceso a un merdissimo 74° posto, complice anche una pascolata, una di quelle da ricordarsi per anni. Oltretutto nel tornare indietro mi si è bloccato l’ICO grigio. L’ICO è il trip master, quell’ aggeggio che tramite un sensore magnetico ti fa contare i km ai 10 metri e ti da la possibilità di tornare indietro, mediante pulsanti, per tornare in nota. Quindi, mi son perso, mi si e bloccato l’ICO e ho lottato con i quad..una goduria.
Secondo giorno andato, siamo tutti al paddock a metter a posto le moto. Chi con le gomme, chi con il roadbook, c’è grande fermento.
Oltretutto, il nostro paddock è anche lo spazio della Goldentyre, quindi c’è un grande via vai di moto e persone che cambiano gomme. I gommisti/meccanici sono capitanati da Fulvio Barbieri, fratello di Roberto, da Renato e da Spiros, ragazzo greco dato dall’organizzatore in aiuto. Non so quante gomme hanno cambiato, ma io ne ho viste tante e alla sera dopo aver fatto servizio gomme, avevano da fare anche l assistenza alle moto del team..un lavorone.

Giorno Tre.
Come sempre dopo il breefing, bisogna aggiungere, togliere, modificare un mare di note, il bello è che lo si fa dopo che si è evidenziato tutto il roadbook.
Quindi, si è sempre a lavorare, specialmente a chi come me, ha l’assistenza in proprio.
Sveglia alle 4, colazione con una barretta proteica, perché in hotel era ancora tutto chiuso e comunque dopo il primo giorno di colazione scrausa ho preferito in qualcosa che mi desse più energia.

Ore 5 mi presento a prendere il biglietto al traghetto che ci porterà sul continente Greco per la tappa lunga.
Ore 6 ci imbarchiamo. Un mare di moto occupa tutto il traghetto e ci aspetta una mezzora di traghetto.
Una volta sbarcati, ancora in preda a Morfeo, ci avventuriamo tutti, in una lunga carovana verso l’inizio della speciale, distante una 40 km di autostrada. Spettacolare è stato l’arrivo al casello. 160 moto piu quad, piu macchinini, più macchine dell’organizzazione, blocchiamo tutti e due i caselli in uscita.
Dopo 15 minuti di delirio esce l omino che riscuote dal gabbiotto e urla che ha finito gli spicci da dare in resto. BEDNESSUM!!
Azione diversiva, alziamo le sbarre e cominciamo a defluire tutti senza pagare (nota di demerito all’organizzazione, che poteva organizzare qualcosa di più furbo).

Siamo alla partenza della speciale. Cominciano a partire i primi velocissimi. Filosa nel lungo questo rettilineo in terra e sassi fa sentire il limitatore dell’ Honda Africa Twin nuova, Spaventoso!
Ok, parto abbastanza deciso. Il mal di pancia che mi ha attanagliato nelle prime ore della mattina dal momento che entro in speciale, passa d incanto. Ho appena montato la gomma posteriore della Goldentyre, la 523. Va che è una meraviglia!
Tutta roba pagata, quindi non ho nessun timore riverenziale a dire che è una gomma di merda, se fosse il caso.
Però questa fa la differenza, in staccata, mentre con la Michelin Competition, andavo sempre lungo e di traverso, questa sembra essere su un binario.. Peccato che moto pesante e terreno abrasivo me la fanno durare solo due giorni (forse anche meno).
La speciale è lunga, la più lunga del rally, ma è di una bellezza disarmante. C’è di tutto: Sassi, terra, erba, mula, cavedagna, fango e panorami mozzafiato. Lunghi rettilinei, curve da spazzolata (chi ha motore).
Centro tutte le note, grazie anche alla leggera pioggia del giorno prima, fa si che i primi lasciano evidenti tracce da seguire .
Penso che sia stata la tappa più bella, almeno per me. Passi montani a 1900 metri, cascate, ruscelli, sembrava di essere sulle dolomiti.
Concludo abbastanza bene e neanche tanto stanco, era una tappona veloce e entusiasmante. Però i 70 km di autostrada per tornare al traghetto mi hanno demolito, oltre al fatto che ho distrutto un cuscinetto posteriore. Quindi arrivati al paddock, per l’ennesima volta ho dovuto smontare la ruota posteriore e cambiare il pezzo rotto. Dai pure..

Hellas Rally

Hellas Rally

Giorno Quattro.
Se i primi tre giorni ho avuto male ai muscoli in ordine sparso, dal quarto giorno, non sento più nulla.
Penso: che siano gli antidolorifici che ho preso appena partito da Milano, perché le calcificazioni alle spalle ovviamente hanno cominciato a farmi un male boia? Boh? Comunque sto veramente bene. Finalmente!
Questa tappa va via in allegria, i soliti 200-220 km di speciale, solito terreno di sassoni appuntiti, piantati e sparsi lungo tutte le stradine, terra battuta, sottobosco.. insomma il solito.

Le note vanno interpretate, anche se il buon Romano Caviglia, ha cercato di tamponare evidenti errori di chilometraggio. Ci si perde, ma non come la seconda giornata. Queste sono più piccole pascolatine, che però ti fanno sempre perdere un mucchio di tempo, per girare la moto, e riprendere la nota. Visto che non mi piace fare frontali, quando torno indietro, dopo aver sbagliato una nota, vado a velocità bradipa, sapete comè, ci tengo alla salute.
Finita la speciale, non faccio un gran tempo, complice la gomma montata il giorno prima ormai distrutta.

Ri-smonto la posteriore per nuovo cambio. Decido sulla Goldentyre 723, che per i bicilindrici e per questo terreno infame è forse più indicata. Già che ci sono, monto anche la 216 anteriormente, nella misura 90/100-21.
Rimpiangerò di non averla montata prima e di non averla avuta lungo la speciale nel fiume, con sassi grandi come cocomeri. Questa gomma fa la differenza, soprattutto sulla mia moto che ha forcelle da 19 cm di escursione.

Giorno Cinque.
Ennesimo cambio di roadbook, ennesime cose dell’ ultimo momento e rimontare tutto sperando di far bene.
Entro in speciale e mi perdo.. arrivo su una strada asfaltata, ma non è quella segnata sul roadbook. Sembra impossibile, ma per un paio di note e un paio di chilometri le note corrispondevano, ma questa no! Quindi torno sui miei passi, pian pianino, ma non ho idea quale sia la nota sbagliata, forse una nota disegnata con i piedi, infatti ci troviamo in diversi a girellare in tutti i sensi. Chi da destra e chi da sinistra..Benissimo!
Nel frattempo il merdaICO si blocca, una meraviglia, penso. Sono all’inizio del quinto giorno e sono in mezzo al nulla senza nessun riferimento.

Fermo un tipo, uno svedese, tal Thomas Olsson (più o meno) n° 193 con un 690 rally. Gli spiego che ho l’ICO impazzito e lui mi dice seguimi. Lo seguo, ma a distanza, perchè non sono capace di viaggiare nella polvere. Il suo passo è tranquillo, ma non posso passarlo perché non so dove sono. Cerco di riprendere le note, senza ICO e utilizzando l’altro, ma la pulsantiera è lontana e non va benissimo, quindi si viaggia un po’ sul chi vive.
Ogni tanto pero Thomas si sbaglia e io l’aspetto all’incrocio, visto che ogni tanto riconoscevo la nota. Andiamo via così per almeno 150 km, quando dietro ad una curva, c’è un suo compagno sdraiato in terra, molto dolorante. Ci fermiamo e io metto il casco a 30 metri per segnalare un pericolo, mentre Thomas lo toglie da in mezzo alla mulattiera e lo adagia sotto un cespuglio. Il tipo con un 690 rally bianca e verde, da paura, per quanto è bella, dice che si è rotto la gamba o il piatto tibiale, dando la zampata a terra. Lascio Il mio compagno di sventura e proseguo da solo per gli altri 20 km.
Fortunatamente non mi sono perso negli ultimi chilometri. Esco dalla speciale e avverto che c’è un ferito a una ventina di chilometri di mulattiera (auguri).
Consegno la tabella e prendo il roadbook nuovo. Da ieri me lo fa la Cinzia. Insegnadole cosa deve segnare e cosa no.
In tappe così lunghe, penso non abbia senso segnare nota per nota, si segnano solo QtPP(lascia pista principale), PP (pista principale) i trati di velocità controllata, I pericoli !!! e basta. I Giorni prima ho segnato 500 note,ci ho messo 3 ore e alla fine sei devastato peggio di una giornata in moto. 😛

Hellas Rally

Giorno Sei.
Pronti via, mi si blocca nuovamente l’ ICOmerda. Ritorno al paddock e cambio la pulsantiera, ma è la pulsantiera che va solo indietro e poco in avanti (ma che bella giornata penso).
Riesco ad arrivare alle 10.05 in partenza della speciale, ma dovevo entrare alle 10.03..Merda!! Ho già due minuti di ritardo.
Ma ogni tanto ci vuole anche una botta di culo, l’entrata è stata spostata di un quarto d’ora, ma ciò mi fa pensare al prossimo problema. 6 Km di speciale sulla riva del mare, su un ghiaione devastante. PAURISSIMA!!
Ok, sta a me. Mi faccio coraggio (non sono abituato al ghiaione, anzi,lo odio proprio). 3-2-1-go. Parto! La prima scava, la seconda comincia a far galleggiare la moto, terza, gas a manetta! È uno spettacolo sentire il rombo della vecchietta, senza dbkiller (si l’ho tolto perché mi ero rotto di vedere i fotografi non pronti a fotografarmi quando arrivavo, ora mi faccio sentire).
metto la quarta, la moto galleggia che è una meraviglia, ho il culo praticamente sulla targa per alleggerire l’avantreno. Ogni volta che tolgo un po’ il gas la moto affonda, quindi GASSSS (Mi sto divertendo un tot.. troppo bello) passa uno sverniciandomi, forse era l’enterprise.

Hellas Rally

Riesco a uscire da questo delirio di sassaiola e mi perdo. Si mi perdo inesorabilmente. Non mi tornava una nota che fosse una. Porcazozza!! Per fortuna un tipo mi indica di tornare indietro. Mi riperdo e ritrovo il tipo, che mi indica nuovamente la via. Do un cazzotto al roadbook che se non lo rompo questa volta, non lo rompo mai piu. SBAM! Bestemmione e ritrovo la nota. A volte la bestemmia aiuta.
Dopo è stata una gran speciale, le note entravano una dietro l’altra, ogni tanto mi perdevo ma roba da 5 minuti, giusto per capire dove avevo sbagliato e girare la moto (la cosa più difficoltosa). Poi in preda al delirio, ho passato 4-5 volte uno con un GS 800. Lo passavo e mi perdevo, lo riprendevo lo passavo e mi riperdevo..che coglione. Alla fine, dopo l’ennesima strada sbagliata, mi ha aspettato all’incrocio e mi ha fatto andare per la mia strada, avrà pensato: guarda sto coglione che non riesce a fare due note giuste!

Riconosco la strada della speciale di un paio di giorni prima, ma fatta al contrario, in questo senso è bellissima.
Sono su un cucuzzolo in vista mare, di un blu che fa venire voglia di tuffarsi. Sono gli ultimi chilometri di speciale. Non voglio cadere, cazzo!! Non sono mai caduto, non posso cadere adesso. Esco dalla speciale..ho finito! Sono sull’asfalto!
Ho finito sto Hellas Rally 2016 porca miseria, sono contentissimo.
Piango. Piango dalla felicità..E penso quanto mi son fatto un culo quadrato a mettere a posto questa vecchietta: ho lavorato di notte, i weekend che i miei amichetti del bosco uscivano a girellare, io ero in garage a montare e smontare la mia Africa. Ho lavorato sei mesi in palestra, ho speso una barca di soldi in pezzi e per tutta l organizzazione, ma l’ho finito.
GODO come un riccio.

Hellas Rally

Alcuni Numeri.
6 giorni di gara
Circa 1500 km
5 gomme
51° assoluto
4° di cattegoria bicilindrico
2° cattegoria moto vecchie
1 caduta (nel paddock) 😛
1 cuscinetto rotto
1 telaietto dissaldato
2 filtri aria
Grazie a :
Cinzia per la sopportazione
Al Team ProAl per l organizzazione
Goldentyre per le gomme
Stefano Radicchio Serra per i pezzi
Gianni uomodighiaccio per il cupolino
Ugo Passerini per il borsone
Paolo Skipper Govoniper la pompa della benzina
Aldo Albertazzi per la Michelin che mi ha regalato

Grazie anche a tutti i regaz del gruppo: Roberto, Fulvio, Zambo, Cotti, Eugenio, Cirillo, Pollicino Fausto, Damiano, Zaccheo, Madonna, Tarallo, l’amico di Tarallo che mi ha dato mezzo roadbook , Andrea, Roberto che mi caricava abbestia, Panzieri, Panieri e Alessandro che si è fatto malissimo, Renato, Psiros e Carlo.

Alla prossima!