Non sono un giornalista, ne tanto meno un pilota e sicuramente non faccio moto cool, ma mi piace raccontare quello che mi diverte assai.
Adoro entrare in competizione con me stesso oltre che con il cronometro, mi piace slambiccare in garage creando cose orribili (ai più), ma che danno una soddisfazione enorme nel metterli in mostra tra mezzi molto più performanti, più nuovi, più costosi e misurarmi con mostri sacri, che ovviamente mai insidierò.

In definitiva, godo come un matto anche arrivare ultimo, dopo aver buttato via una settimana di gara facendo minchiate colossali, ma sono fatto così, prendere o lasciare.
Veniamo ai fatti.

Quest’ anno, complice il grandissimo divertimento all’ Hellas 2016, mi sono riscritto alla splendida gara organizzata dal Greco Meletis:
L’ Hellas Rally 2017.

Carico come una molla, già a Novembre comincio i lavori per rendere la mia Africa Twin 650 rd03 del 1989 pagata 700 euro,
(chiamata anche AfricaRom, non capisco perché) più performante, più funzionale e esteticamente più gradevole.
Almeno ai miei occhi ovviamente.

Primo lavoro da effettuare la sostituzione della frizione. L’ AfricaRom ha già 90.000 km circa ed è ora di farle un regalo.
La moto non è mai stata aperta, tocca a me sverginare questa opera d‘ arte.
Chiuso nel mio garage, comincio a smontare.
Via questo, via quello, svita qua, allenta la..Finalmente la frizione prende aria. Sembra caramellata!

Dò la colpa al cambio olio con gradazione non idonea dal libretto di istruzioni, ho fatto l’ Hellas 2016 con motul 5100 15/50, originalmente ci va Castrol semi sintetico 10/40. (dopo rimetterò il Castrol).

Provo a smontare la campana e non viene. Porca zozza! Come mai non viene?
Insisto, insisto, insisto..

Morale? Ho rotto la campana, porca merda!

Quella sera le bestemmie verso tutti gli dei si son sprecate, moccoli in aramaico antico, scene d’ isteria, un disastro completo.
Ah, è solo colpa mia, potete darmi del idiota a vita, ci tengo!

Cerco in internet la campana e la trovo sacagnata, ma il pezzo che mi serve ed è integro. La compro, botta di vita.
Cambio tutto, richiudo, giro la chiave e l’ AfricaRom 1.0 funziona ancora, per adesso sono salvo.
Ora passo alla costruzione del traliccio porta strumenti, per via della mia veneranda età, non vedo più da vicino, quindi devo allontanare il Roadbook di una decina di CM.

Ringrazierò sempre chi ha inventato l’alluminio, gran materiale, divertentissimo.
Comincio a segare, limare, bucare fogli d’alluminio a cazzodicane sembra una brutta parola, ma nel mio delirio è tutto fatto a cazzodicane ed è tutto bellissimo! (per me, ovviamente).

La definizione di CDC è frutto di anni di esperienza in garage a modificare pezzi di moto e non solo, trovati su internet o rovistando nei rottami accumulati in anni di garage extreme.
Con mezzi ed attrezzi non adatti, con nessuna nozione di stile ne di ingegneria meccanica. Questa è una regola fondamentale per la buona riuscita di un opera fatta a CDC.

Magari un giorno vi farà vedere il mio primo cupolino in vetroresina, creata senza stampo, un opera di una bruttezza ineguagliabile. 😛
Passo le sere a slambiccare in garage, cercando di migliorare l’AfricaRom 1.0, la mia creazione si chiamerà:

AFRICAROM 1.1 l’evoluzione. Muahahahahaaa.

Oltre a migliorare la già perfetta AR 1.0, continuo ad andare in palestra, a scolpire un fisico già scultoreo e perfetto (eh certoooo) ma di girare in moto, non se ne parla.

Da Dicembre riesco ad uscire due volte con l’Husky 310. Una volta dopo 15 km torno a casa perchè prendo una fucilata in un occhio, grazie ad un rametto teso e poi lasciato scaricare tutta la sua violenza sul mio povero occhio. Un male atroce.
Nel sotto bosco con la luce bassa mi son tolto gli occhiali un attimo e SBAMMM. Occhio andato. Succede..

La seconda volta grazie ad un ottimo pacco, rilasciato da enduristi, mi faccio 140 km a un buon ritmo con l’unico che si è presentato all’ appuntamento: l’ottimo Ugo Girardi.
Fine allenamento con la moto.

L’ AR1.0 continua a prendere forma. Cambio anche i raggi anteriori grazie alla FABA, con raggi rinforzati.

Mi faccio mandare dalla Golden Tyre un treno di gomme GT723 posteriore e GT216 90/100-21 (la gomma definitiva per l’ AfricaRom).

Monto le mousse dal gommista e rimonto tutto.

È già metà Maggio e non ho ancora provato la moto e tra due giorni devo consegnare la moto per la spedizione verso la Grecia, sono un po’ teso.

Esco dal garage e ormai mi sdraio come un pivello alla prima curva. Mi fermo e controllo la ruota anteriore, sembra bucata! Com’è possibile? Ho la mousse! Chiamo il gommista e gli spiego il fatto, mi assicura che gli ha messo la mousse idonea per la misura 90/100 della Goldentyre.

Panico. Non posso andare in Grecia con la gomma che sembra bucata. Telefono a Roberto Barbieri (uomo Goldentyre) e gli spiego il fatto.
Anche lui non sa se sul camion che va all’ Hellas c’è una mousse anteriore per quella misura.
Benissimo penso.

Smonto mousse anteriore e monto una camera d’aria rinforzata, decido di cambiare in Grecia la camera d’aria con una mousse. Sempre se c’è sul camion assistenza :P.
Moto pronta. si spedisce, o la va o la spacca.

Io non sono pronto per niente. Gli ultimi due mesi soffro di un mal di schiena che non mi fa neanche sedere in macchina, ma in moto magicamente passa, sarà l’adrenalina??

Chi mi conosce sa che ho una leggerissima puntina di asocialità, quindi prenoto dall’altra parte della citta di Nefpaktos (Lepanto).
Gli altri sono a 300m dal paddock. Io e Cinzia a 1km, ma tanto visto che mi piace la comodità, mi organizzo noleggiando una macchinina, così anche Cinzia è libera di scorazzare in lungo e largo, quando io sono in giro a gigioneggiare con la moto.

Quest’anno arriviamo tre giorni prima, cosi abbiamo possibilità di finire con calma le ultime cose.
Certo! Complice uno sciopero dei traghetti Greci, il camion Goldentyre arriverà domenica nel primo pomeriggio, dopo un avventura epica dei meccanici e autisti.

Lepanto è un bel paesotto attorno a un porticiolo in muratura, molto molto carino.
Notiamo subito la quantità indescrivibile di ragazze dai 14 ai 20 anni, tutte molto belle, Baretti lungo la spiaggia e a ridosso del porticciolo che da metà pomeriggio cominciano ad animarsi di una miriade di ragazzi e ragazze.
Consigliatissimo per chi vuole far danni.

Il paddock è lato est del paese, lungo il mare in una zona leggermente fuori dall’abitato.
Un piazzalone di 150m per 100m tutto asfaltato, che sembra fatto apposta per questo avvenimento.
Le ultime moto arrivano alla domenica pomeriggio tardi, giusto in tempo per fare le O.P e le O.T.

C’è anche il mitico Alessandro Madonna, che come me, ama correre con mezzi datati, sarà una lotta fra me e lui
Nella mia categoria, la M5, i bicilindrici, ci sono Chris Birch con Ktm 1190 Adventure
Ugo Filosa con Honda CRF1000l
Isaac Feliu con BMW GS800
Massimo Doretto con Honda CRF1000l Africaqueen
Questi sono i top four che conosco e sono delle gran manette, ma tanto gran manette.
Io posso ambire a non morire il primo giorno e arrivare sano e salvo ogni sera.

Nella mia classe c‘è anche Salva Echevarria, amico virtuale di Facebook, finalmente si materializza, con una BMW GS1200 con Ohlins a steli rovesciata a cartuccia chiusa. Avrà un momento fondamentale nella settimana di gara.

Hellas Rally 2017

Arriva il lunedi mattina!
Prologo

Era un anno che aspettavo questo momento, finalmente si parte!
Il male alla schiena sulla moto mi passa in un attimo, sono molto contento, finalmente.
Il prologo quest’ anno è di circa 70km, dalla classifica di giornata si delinea la partenza del giorno dopo, mi impegno a far il meglio che posso. Guido pulito cercando di non perdermi. Non ho molto feeling con il Roadbook, visto che l’ultima volta che ho fatto un rally era proprio l’Hellas 2016.

Circa a metà, mentre mi sto divertendo a pennellare le curve su un terreno polveroso, sento una manata di gas che mi fa saltare via il casco dalla testa.

È Chris Birch che affiancandomi si fa sentire, per passarmi in scioltezza con la sua KTM 1190. Mi faccio dda parte facendolo passare e mestamente cerco di stargli dietro.

Guida in piedi, una curva, due curve, ciao Chris, è stato bello vederti passarmi in scioltezza. 😀
Dopo 1 km, durante un pezzo di velocità controllata, lo rivedo. È li davanti in un pezzo navigato.
Lui va a sinistra io a destra, l’ho fregato, Si perderà!
Si certo! Dopo 200m mi accorgo che sono nel nulla e cerco di girare la petrolbike.
Una, due, tre manovre e torno indietro sempre più umiliato e bastonato.

Fine tappa forse sono 52° nella generale, che di per se non è malaccio, sono arrivato al paddock, non sono in Bulgaria e sono ancora vivo.
L’AfricaRom 1.1 và come un orologino!

Hellas Rally 2017

Giorno Due

il tempo comincia a far le bizze. Il peloponneso davanti a noi e sempre coperto dalle nuvole, la temperatura comincia a calare. Cominciano le tappe lunghine. 290 km, di cui 200 circa di speciali.

Quest’anno il boss Meletis ha deciso di dividere le giornate in due speciali, la formula a me piace molto.
Provo a far funzionare la GopLo cinastyle ma non va, è inutile buttare via 40 euro per dei cessi che non vanno mai. L’ho buttata via e ho giurato che non prenderò mai più un cinesata.

La tappa è come sempre spettacolare, lunga, veloce, sotto bosco, sassi, fango, c’è di tutto.
Purtroppo faccio troppa fatica nelle curve strette, l’AfricaRom 1.1 non gira, sono sempre a correggere, mi porta sempre fuori.
Nel bosco stretto con fango i 200 kg si fan sentire. Se all’inizio della speciale ho recuperato un paio di persone, dalla metà in poi mi son fatto passare da un altro paio di concorrenti. Cerco di mantenere la posizione senza strafare e soprattutto senza cadere.
Arrivato al paddock, registro un 70°-75° tempo, in generale e 6°-7° di classe.
Uhmm..poteva andare meglio, ma contando che sul veloce faccio i 100km/h e nello stretto, fangoso faccio una fatica bestia è andata benone.

Al paddock cerco di infilare le forche di 7mm, per renderla un pò più agile nei tornati e qua di tornanti ce ne sono a migliaia. 😛

Hellas Rally 2017

Giorno Tre

ho male ovunque, anche se tutte le sere mi faccio una aspirina , ma oramai lo so, come l’anno scorso i primi tre giorni per un fisico scolpito nel burro come il mio, sono un disastro.
La cosa buona di tutto questo è che una volta partito, entro in un mondo parallelo e non sento più niente.

La tappa è sempre lunghina, sempre il solito terreno, tante pietre mosse e piantate, fango, sabbia, polvere e acqua dal cielo. Ebbene si! Abbiamo preso l’unica settimana di pioggia e freddo che memoria di greco ricordi, merda!

Comincio a patire il sotto bosco fangoso e la Goldentyre 723, sul bagnato ha dei limiti.
Cerco di non cadere, è come girare sul ghiaccio e con una petrolbike di 200kg non è il massimo della vita.

Un pezzo di speciale è sotto le pale eoliche, quindi stradone ghiaiato da sesta piena. l’ AfricaRom 1.1, ha cinque marce e al massimo fa i 100. Secondo me, prendo un anno dai più veloci. Esco dalla speciale e poco dopo arriva Isaac Feliu, con la sua GS800 a una velocità e con un sound da brividi, gran manico e gran moto!

Mantengo la posizione, anche grazie a 39 minuti presi di penalità il giorno prima per eccesso di velocità nella zona controllata. Porcazozza, devo trovare il sistema di non prendere penalità, ma sarà che l’unico punto dove vado veloce è dove c’è la zona di velocità controllata?? che bagaglio che sono. 😛

Al paddock cambio gomma posteriore con la madre di tutte le gomme. La Goldentyre 523.
Pulisco il filtro aria, a dir la verità l’ho pulito tutte le sere e l’AfricaRom 1.1 è pronta.

Hellas Rally 2017

Giorno Quattro

Non ho più male ovunque e la tappa di oggi viene tagliata di una speciale. Quindi c’è solo una speciale di 75km circa.
Partenza nel bagnato/umido. La moto gira bene, la gomma è una goduria. Entro in speciale e provo ad accendere la gopLo cinestyle.

10..5.4.3.2.1. Go!
Faccio 500 metri in un toboga tra gli ulivi, una vera goduria di posto e terreno.
Arrivo lungo a una curva, la petrolbike non rallenta, frazioni di secondo, penso mi butto? o muoio nel burrone??
È veramente stato un battito di ciglio, vedo oltre alla curva a destra, un dislivello di due metri circa e uno spiazzo più sotto, decido di stare sulla moto.
Decollo nel vuoto..
Atterrato sul pianoro, in preda a scarica di adrenalina, sorpasso senza togliere il gas il rivone di sabbia e creta secca lungo una ventina di metri. Non so dove sto andando, ma lo sto facendo senza togliere il gas.
Sono nuovamente sulla traccia! Sono vivo!

Penso, oh, se ho filmato il momento, è da sballo il decollo.
La speciale è molto tortuosa ed enduristica. Dei gran pezzi di enduro vero e tosto, è il terreno giusto per l’AfricaRom 1.1.
Infatti, passo davanti a tante persone, non sbaglio nessuna nota, vado veramente bene.

Esco dalla speciale e ci ritroviamo al bar del paesino. Birra per tutti. Con me c’è, Maurizio Zanchetta, Il Bonfi, Il Doct, Il Beggio e altri concorrenti. Abbiamo 80Km di trasferimento in asfalto per tornare al paddock.
Per fortuna sono 80Km di strada panoramica di una bellezza imbarazzante.

Arrivato al paddock, il buon Alessandro Madonna, mi festeggia con una notizia che non mi sarei mai aspettato.
22° in generale e 2° di classe!

Gran prestazione, non c’è che dire, contando che ho una moto originale di 28 anni di 200kg. 😀
Controllo la moto, pulisco catena, ungo catena, il filtro l’ho messo nuovo ieri, gli do solo una soffiata con il compressore, stringo un po’ di viti.
Mi accorgo di avere le viti del manubrio lente, gli do una tiratina ed è tutto a posto.

Sono molto contento, ma domani parto davanti a gente che va il doppio di me e parte con il coltello tra i denti, mi faranno un culo blu.

Hellas Rally 2017

Hellas Rally 2017

Giorno Cinque e Sei

Sveglia alle 4, partenza alle 6.22. Sono devastato di sonno.
Dove dobbiamo andare piove a dirotto ed è nascosto dalle nuvole, una meraviglia.
Entro in speciale, terreno bagnato ma tiene. Qua la base è sabbia e sassi, non male.

Cominciamo con una miriade di tornanti per andare in quota, entro in una nuvola che non mi fa vedere oltre i 5 metri, vado veramente piano, non voglio rischiare di volare giù per un burrone o scivolare sulle pietre piantate..Quelle fanno tanto male.
Arrivo alla fatidica nota.

Lascia pista principale al km non mi ricordo prima del bivio a Y in mezzo al bivio trovi una chiesetta.
Io il bivio non l’ho visto, la chiesetta neppure, al tot km e tot metri ho girato a SX, in un prato. Dovevo passare un canale e andare dritto. Dopo 200 metri c’era un’altra strada.

Si certo! Nella nuvola di panna, che oltre ai 5 metri non vedevi, mi son trovato a girare in tondo in una quasi palude, tra migliaia di tracce in ogni direzione.
Queste sono note bastarde, ma allo stesso tempo stupende!

Non so come riesco a intravedere un altro fantasma in moto, penso tra me e me, beh, non sono solo riesco a tornare sulla mulattiera lasciata in precedenza in un momento che la nuvola di panna lasciava intravedere 7 metri, non più 5, ma 7..Che culo!
davanti a me intravedo il bivio a Y e la chiesetta.
Guardo a sx, tracce di moto. Regolo il trip e il roadbook e mi infilo lungo questo prato, canale, strada, prendi a DX.
Sono salvo!
La nuvola di panna si è alzata e accellero il passo.

Ovviamente accelero dove c’è la velocità controllata, infatti mi gaso tutto perché passo cinque/sei persone..
Poco dopo il fattaccio.
La moto si scompone, non è più guidabile, non capisco. Cosa cacchio è successo?

Semplice, non ho cambiato la camera con la mousse e sono partito come un pompiere, verso l’ignoto, con un ignoranza che mi contraddistingue.

Ho bucato e non ho un beato cazzo di niente per cambiarla.
Nel nulla cosmico chiamo Fulvio Barbieri all’assistenza, gli do il mio punto e gli dico che pian piano arrivo all’asfalto.
Procedo a velocità bradipa lungo questa strada di montagna, facendo una fatica indicibile. Faccio un paio di km, mentre mi passano tutti.

Ad un certo punto il mio salvatore. Infatti si chiama Salva Echevarria, con il suo GS1200 si ferma e mi lascia, pompa, tre micro leve e occorrente per riparare la ruota bucata.

Procedo ancora un po’, cercando un buon posto dove aggiustare la camera d’aria.
Trovato lo slargo e diverse pietre (strano trovare delle pietre in Grecia 😛 )
Si ferma anche Alessandro Madonna, che mi da una mano a mettere tre, quattro pietre sotto la moto.
Comincio a smontare nella malta più appiccicosa della storia del fango è scopro un micro buchino. Riparo chiudo, gonfio e….PSSSSSSSS. Come PSSSSS, perde ancora. Porca trota!

Rismonto e scopro un altro micro buchino vicino al primo. Riparo e richiudo.
Ho gia perso 2 ore. Preso dallo sconforto mi avvio verso Patrasso, che dista a una cinquantina di km.
Lì ho appuntamento con Cinzia, che intanto è andata a prendere Luca dall’ ospedale, dopo che aveva distrutto una vetrata in albergo ed era stato operato per tagli vari e anche un tendine del piede. Una meraviglia!

L’unica cosa positiva è che ho mangiato in una taBerna greca, degna di tornarci.
Ovviamente mi fotto tre speciali e forse la tappa più bella o una delle più belle.

Al paddock controllo le varie viti e alle 21:00, mi capita un altro fattaccio.
Rompo la vite di un Riser e non ho pezzi di ricambio. Ho cercato tra i vari componenti del team e l’unico che aveva qualcosa di utilizzabile, era Roberto Garbin, che come solito non ha battuto ciglio alla mia richiesta di aiuto, dicendomi dalla mia cassa puoi prendere quello che vuoi, quando vuoi.
Cosa posso dire? Un immenso Roberto.

Peccato che per procedere all’ accrocchio ho dovuto aspettare la mattina dopo, quando le ferramenta riaprivano.
Va beh, quest’anno è andata cosi, un po’ di sfighe prima e durante la gara, bisogna prenderla con filosofia.
La mattina mi son fatto un paio d’ore in spiaggia in relax, poi con molta calma ho finito la moto.

Hellas Rally 2017

Hellas Rally 2017

Hellas Rally 2017

Giorno Sette

Praticamente ero l’ultimo, ma ero in buona compagnia, tanti nella giornata cinque e sei non hanno finito il giro e hanno preso penalità.
Ultima speciale, 90km la faccio bene, la navigo senza sbagliare, l’unica volta è stata perchè ero in coda a una ragazza greca e l’ho seguita.
Il terreno oggi è veramente impestato. Sassi, sassi, sassi, fango su sassi e ancora sassi infangati. 😀

Alterno chilometri dove vado bene a chilometri dove riprendo energie e vado più piano, passo all’inizio tante persone che a loro volta mi ripassano verso la fine.

Concludo 52° nella generale e 3° di categoria .
Nella classifica finale sono 121° e 11° di classe. Una merda disumana, ma con un giorno e mezzo buttato alle ortiche non potevo pretendere di più.

Ma per il prossimo anno sto già preparando un AfricaRom2.0, sperando di non avere più le sfighe di quest’anno e sicuramente una mousse anteriore.
Ps: la mousse per la GT216 nella misura 90/100 anche la Goldentyre non l’aveva, per chiudere il cerchio 😛

Hellas Rally 2017

Hellas Rally 2017

Ringrazio la Cinzia che mi segue sempre nelle mie follie, tutti i ragazzi del ProAl, Michele Cotti, Giacomo Panzieri, Alessandro Paneri, Massimo Prazzoli, Giorgio Scevola, Roberto Garbin, Federico Butto, Matteo, Francesco D’Antonio, Edoardo Cavicchi, Alessandro Cavicchi, Eugenio Cavicchi, Roberto Barbieri, Fulvio Barbieri, Antonio Scanu, Stefano e il gommista che non mi ricordo il nome, Andrea Dell’amico, Michele Cirillo e Zambo, per la compagnia.
Alessandro Madonna e Salva Echevarria, il mitico Alessandro Madonna e l’immancabile Romano Romanella Caviglia, per l’aiuto durante questa splendida settimana.

Io come sempre mi son divertito come un bambino al parco giochi.

P.S.: la cosa orribile, per la seconda volta ha finito l’Hellas…e nessuna delle mie modifiche ha avuto problemi. 😉

Hellas Rally 2017