Allora, premetto che scrivo questo articolo solo perchè so che Mariscos probabilmente è lì che freme di sapere come la penso.

Quindi lo scrivo per togliermi il sasso subito e non pensare più a questo.

In realtà ne ho il voltastomaco di sentire di tutto e di peggio da ieri (riferimento il giorno in cui ho iniziato a stendere l’articolo, ancora a caldo).

Penso che la situazione sia andata oltre, ma lo è stato sopratutto per quanto riguarda stampa, la  gente comune e sopratutto quelle macchine “spara merda”, alimentate dal becero uomo comune fallito, che sono i social network.

In questo episodio clamoroso, come giustamente chiosano in tanti, è il motorsport che ha perso, ma ha perso nel senso che ha fatto vedere la sua anima peggiore, quella dei finti difensori dello spirito decoubertiniano che si sono sputtanati ben oltre la umana immaginazione.

Quelli che additano il calcio ma che questa volta si son fatti in quattro per essere anche peggio.

Quelli che si rifanno ai luoghi comuni, le moto, il romanticismo, la fratellanza, il coraggio ed il rispetto ma che in fondo quando devono far schifo lo fanno per bene pure loro.

Tanti sono i personaggi famosi, del settore e anche no, che si sono espressi per commentare con la serietà che si riserva ad argomenti molto più importanti e delicati.

Ma sopratutto la gente normale, che ha messo in mezzo di tutto, Il Sic e la congiura degli spagnoli (implorando benedizione dal divino angelo 58 dai cieli per una ecatombe a Valencia) Le minacce di settimana scorsa a Iannone sono diventate speranza di alleanza per la buona causa, tutto in una fiera del cattivo gusto che avvicina livelli abissali delle bufale sui 35 euro agli immigrati o i tormentoni “CHE VERGOGNA” tanto cari alle frange politiche “estremiste” e super populiste.

Forse gli stessi che si sono accorti che esiste il tennis per una finale Italiana in USA ma che hanno allo stesso tempo hanno ammazzato di insulti “uno” per esserci andato.

Ho letto di tutto in poche ore, dalle puttanate di chi chiede raccolte firme su change.org a pareri onesti di “penne” di grande stile del settore.

Chi ha un minimo di cervello lo sa che cosa è successo.

Sa che se dichiari guerra quello è il risultato, sa che se rallenti qualcuno ti prendi una pedata, sa che le corse sono fatte anche di questo ma una volta non si vedeva o lo si faceva in una parte di circuito lontana dalle tribune. Adesso i regolamenti di conti non sono più graditi per il semplice motivo che le telecamere son sempre pronte a riprendere anche più versioni dello stesso fatto.

Risultato: “ci abbiamo smenato noi”.

Sintesi semplice e anche poco ricercata, perche mi ripeterò, ma l’argomento si è talmente abbassato da non meritarsi cervellotiche conclusioni e fini pensieri.

Hanno ragione quelli che dicono che i tre hanno rovinato il più bel campionato degli ultimi 20 anni, anche se in fondo sono un po fatti loro.

Ma ha anche sbagliato la race direction, ha sbagliato a non mettere chiarezza prima vedendo che la questione stava perdendo il controllo.

Alla fine le decisioni prese sono il meno peggio che potevano fare con la situazione mondiale in ballo, potevano essere più drastici ma hanno voluto fare cosi per non chiudere il campionato, per una sorta di pudore e di imbarazzo.

Hanno colpito chi si è fatto sgamare e ha perso la testa ma sanno benissimo le colpe degli altri. Non hanno, non vogliono avere le prove, in fondo un po non vogliono intromettersi più di tanto per uscirne puliti e non scontentare nessuno.

Ripeto hanno sbagliato non prevenendo la situazione sul nascere, ed è gravissimo.

Hanno perso la faccia e la serietà di grande organizzazione, ma non è la prima volta, facendo si che la cosa diventasse una rissa da bar.

Quello che prende i caschi fallati per mettersi in tasca i milioni poteva benissimo starsene zitto a fatti avvenuti, ed invece ha fatto proprio la figura del pollo con le sue scenate e successive dichiarazioni, come se fosse l’unico a non aver avuto l’occasione di dire anche lui la sua cazzata, come se fosse un suo inalienabile diritto prendere parte al dibattito per timore di non contare nulla, di non essere parte della telenovela.

La mia verità e che è in atto la rivoluzione francese del campionato, i giovani non accettano la predominanza psicologica e politica di “quello”, vogliono la sua testa.

Uno dei due in anni di battaglie non ne ha avuto mai il coraggio e allora usa il carisma, la faccia sorridente e l’influenza del connazionale più “piacevole” ma determinato.

Ha demandato quello che non poteva fare a uno che ha due palle “grosse” e la sfrontatezza del ragazzino che non vuole saperne delle regole.

“Lui” dopo anni di maltrattamenti psicologici ai suoi avversari ha trovato un muro di oppositori che si è messo in mente di farlo fuori, quest’anno e per sempre.

Non fa più paura come una volta, ma i suoi ritorni di fiamma agonistici uniti alla sua capacità comunicativa e di influenzare l’ambiente vanno debellate per poter rimanere nella storia, per non vivere per sempre nell’ombra di un campione “eterno”.

Questa e la storia di caratteri forti, di troppi galli nel pollaio come succede ciclicamente in tutti gli sport.

Però questa cosa per molti versi fa schifo ed io almeno me ne sono liberato con questa paginetta…

 

P.S. A “Lui” consiglio di mollare lo sport e darsi alla politica quella vera, perchè che sappia fare qualcosa o no, ha dimostrato per l’ennesima volta di avere una tale presa sul “popolo” da far impallidire e ricrescere i capelli veri persino a quell’ometto che nel 94 vinse le elezioni promettendo pelo e successo a tutti.

E meglio che cambi “politica” perchè quella del suo ambiente è in cerca di nuove facce da vendere.