10 anni fà James Stewart era predestinato ad essere una rockstar, la prima rockstar del Supercross e Motocross.

O meglio, la prima dopo Jeremy Mcgrath, che a sua volta era stato un vero e proprio mito con il suo moderno stile di guida fatto di funanboliche manovre, che di fatto hanno inventato il Freestyle MX, e la sua immagine fortissima da pilota californiano che attirava i media.

Invece Bubba Stewart ha avuto dalla sua di essere il primo pilota “nero” vincente oltre che il vero innovatore dello stile di guida delle moderne generazioni con il suo Scrub, ovvero il modo di schiacciare la moto sui salti per perdere meno tempo per aria.

Destinato sulla carta ad una carriera fulminea nel motocross, per approdare poi nel glorioso mondo dei VIP, JS7 ancora oggi, invece, solca ancora le piste di terra.

Il progetto dei suoi munifici sponsor, ai tempi, sarebbe stato, dopo un incetta di titoli che parevano facilmente alla sua portata, quello di trasformarlo in un icona colored a 360°.

Un novello Tiger Woods destinato ad un prosieguo a 4 ruote o, perchè no, a qualche apparizione sui Green del Golf americano.

Il tutto si vanificò a causa dei ripetuti infortuni che hanno fatto si che il bottino di titoli di James sia stato, per ora, solo di 2 AMA Supercross (quelli della Lites, la classe propedeutica, non vengono quasi mai presi in considerazione), al pari di quello di tanti altri vincitori di cui non dico non ci si ricordi neanche il nome, ma quasi.

Oltre alla sua guida estrema, che spesso lo ha messo a terra sofferente, a costringere Bubba a cosi poca gloria sono state le mal gestioni del padre manager che negli anni ha continuamente alimentato le “bizze” tecniche ed economiche del figlio.

I continui cambi di casacca lo hanno anche allontanato da vari marchi tecnici del settore, tanto che ha dovuto crearsi una linea di abbigliamento tutta sua.
Ma nonostante ciò non preoccupatevi, James non vive proprio in miseria. Anzi non ha mai perso il suo Main Sponsor Red Bull, per cui è un vera Icona, e ciò gli permette tuttora di mantenere agilmente il suo mega Ranch con numerose piste a sua disposizione.

Bubba Stewart

La vera beffa è che nonostante sia stato uno dei più veloci ed innovatori, JS7 negli anni si è lentamente trasformato in un veterano che ha visto ritirare davanti a se illustri pluricampioni, come the Goat Ricky Carmichael e Ryan Villopoto, ben prima dei 30 anni come avrebbe voluto fare lui.

Ed infatti lui questa fatidica età la ha appena varcata risultando ora uno dei piloti più anziani in griglia.

Ancora in lizza ma sempre in terra e pronto a rialzarsi, adorato dal pubblico anche di fronte allo scandalo dell’Aderall, un farmaco non dichiarato che gli ha fatto saltare per squalifica la scorsa stagione, ma tanto amato da far pensare a qualcuno una petizione per potergli permettere di correre senza prendere punti solo per il godimento di vederlo in pista.

Insomma un personaggio controverso ma indispensabile, da chiunque conosca Motocross e Supercross, anche se talmente esigente da dover girare quasi tutto lo schieramento americano di team e case per trovare di volta in volta le situazioni a lui compiacenti.

Nato nella filiera Kawasaki (team Green, Procircuit) fino al debutto nel professionismo, passato a Yamaha con un team costruito per lui che ad un certo punto è diventato addirittura di sua proprietà. Spostatosi sempre in blu sotto JGR (nome appunto noto nella NASCAR). Dopo stagioni travagliate, scontento dei pacchetti tecnici delle moto di Iwata, si è proposto a Suzuki che ha rimesso in piedi un team defunto solo per lui (cosa che sta succedendo in questi giorni anche per Chad Reed, gli americani per alimentare i loro miti, anche se Chad è australiano, sono unici)

A sentire Bubba, dovrebbe essere la sua scelta definitiva per concludere una carriera che quando mai finirà lascerà un vuoto incolmabile nel cuore di tanti.

Soprattutto speriamo che in questa stagione di rientro ci regali emozioni forti, anche se per ora ha debuttato con una bella commozione celebrale nella prima gara di questo 2016.

Infatti già da un paio di stagioni la sua incredibile forza e guida sembra stia lentamente esaurendosi esponendolo ad una normale conclusione della sua prepotente ma imperfetta parabola.

Speriamo il più tardi possibile, per noi fan Bubba è un vero mito.

Potete ascoltare me, Travis e Mariscos di MLGP su Radio Macello il Programma Radio dedicato al Tassello in diretta ogni Martedì sera alle 21.30 oppure in Podcast quando volete voi. Trovate tutte le info sul Sito Ufficiale

n.d.r. Il Cancher commenta in Italiano tutte le gare di Supercross della stagione 2016, potete trovare qua sotto l’ultimo Round di Oakland.