-CONTINUA DA EPISODIO 3

Dopo i bivacchi dei giorni passati, una dormita in Hotel è davvero ristoratrice. Soprattutto quando bisogna affrontare un noioso trasferimento via asfalto di 391km fino al bivacco, organizzato dopo il confine Mauritano, nel luogo denominato PK55.
Per risparmiare gomme, moto e scassamento di balle su asfalto, scelgo di mettere la 660 sul carrello fino alla dogana del Western Sahara, per poi risalire in sella nella no men land e arrivare al campo.

Inutile dire che questa scelta ha suscitato l’ironia e la satira dei miei compagni di viaggio, che tutt’ora mi ricordano quanto sia stato Gaio etc etc.. ma onestamente, la voglia di guidare per tutti quei chilometri su una lingua di asfalto infinitamente dritta, non accendeva propriamente il mio entusiasmo. Attraversiamo il tropico del Cancro attaccando un bello sticker di MLGP sul cartello e arriviamo in frontiera.
Iniziamo, con l’aiuto del nostro referente Mauritano Sidi Yoba (tempestivamente rinominato SIDI Boots), le mille trafile delle, amate da tutti, dogane Africane.

SDC 2015 Landscapes
Photo By Virgi Pini
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Photo By Virgi Pini

Passata la dogana del Western Sahara si attraversa la cosiddetta no men land, così chiamata perchè è una zona cuscinetto tra i due stati e non vige nessuna regola. In questa decina di chilometri ci sono mezzi abbandonati rubati tra Europa e Nord Africa, venditori di Marlboro contraffatte e hai la possibilità di cambiare ogni valuta esistente sul nostro Pianeta a tassi sconosciuti e incomprensibili.

Con il famigerato carrello arrivo al bivacco prima di Ermax, Bee e Cane Pazzo. Inizio a montare il nostro Tendone da circo.
Una volta arrivati i veri motociclisti, Cane Pazzo cambia la sua gomma posteriore, consumata dalla centinaia di cavalli della sua 950SE e la tipica parzializzazione del Gas dei KTMISTI, comunemente chiamata On-Off.
Ermax si becca un’insolazione e Bee è tutto contento di essere risalito in sella, ma non sa ancora cosa gli accadrà il mattino seguente dopo pochi chilometri..

Passiamo una serata tranquilla riscaldati e intrattenuti dal Fuoco e ci addormentiamo beati tra gli odori sprigionati dal nostro abbigliamento tecnico..Gli esperti lo descriverebbero così: al naso inizialmente pungente, sviluppa sentori di senape, tartufo e metano e chiude con una nota persistente acidula ma torbida al tempo stesso.

SDC 2015_Virgilio
Photo By Virgi Pini
SDC 2015 Landscapes
Photo By Virgi Pini
SDC 2015_Virgilio
Photo By Virgi Pini

La sveglia suona molto presto e la tappa del giorno 05/01 che attraversa il Parco del Banc d’Arguin dovrebbe essere una delle più belle dell’intera spedizione, infatti non delude le nostre aspettative.
Da Bivacco a Bivacco in 313km di fuoristrada, per concludersi con una cinquantina di chilometri su una fantastica spiaggia bianca.

Partiamo finalmente tutti e quattro assieme, fino a che dopo pochi chilometri, le piastrine costruite a Dakhla, per sorreggere la torretta strumentazioni del 690 cedono e Bee rimane di nuovo a piedi. O meglio, non può continuare in fuoristrada e prenderà l’asfalto, non è decisamente fortunato.
Amareggiati continuiamo di nuovo solo in tre.

La tappa è davvero meravigliosa: dune e piste di sabbia divertentissime. Facciamo tutti i 158km fino al Re-fuel senza mai fermarci, pura libidine.
Marc, l’addetto alla benzina e carrello, non è ancora arrivato. In teoria, io e Ermax, potremmo tranquillamente finire la tappa anche senza rifornimento, il problema è Cane Pazzo e la sua 950SE su cui ha montato solo il serbatoio della versione Motard, poco più grande.
In Mauritania è difficile trovare stazioni di servizio che eroghino Benzina, ci sono pochissime auto e vanno tutte a gasolio. La benzina si trova solo ad Atar e Nouakchott, ma neanche troppo facilmente. Insultiamo un po’ Cane Pazzo perchè glielo avevamo detto di riempire almeno la tanichetta di emergenza in plastica, ma fa sempre di testa sua..

Poco dopo Marc, arrivano anche i Genovesi. Alberto, colui che aveva passato l’ultimo dell’anno in mezzo al deserto, ha colpito con la faccia il cupolino su una serie di dunette e si è tagliato. Il serbatoio della sua Africa è pieno di sangue, ma per fortuna non ha niente di rotto. Come dice lui stesso nel video, sembra che ha fatto una mattanza!

SDC 2015 Landscapes
Photo By Virgi Pini
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Photo by Virgi Pini

Dopo aver riempito i serbatoi, proseguiamo per il percorso che si snoda sulla costa, attraversiamo qualche piccolo villaggio di Pescatori e arriviamo finalmente sullo spiaggione dove affronteremo gli ultimi chilometri di questa fantastica Tappa.
Un sogno che si avvera: guidare la moto su una spiaggia deserta che non sia di qualche fiumaccio del nord Italia.
Questo litorale è pieno di dossi e si continua a saltarellare, ci schizziamo un po’ di acqua a vicenda e Cane Pazzo cerca di capottarsi in tutti i modi.

A pochi chilometri dal fine tappa ci fermiamo per fumare una meritata sigaretta accompagnati dal rumore delle onde dell’oceano..
Abbiamo fatto poco più di 300km in Mauritania, ma ce ne siamo già innamorati. Rimaniamo immersi nei nostri pensieri, dispiaciuti che non ci sia anche Bee a condividere con noi questo momento.
Lo ritroviamo più tardi al bivacco, già a pensare come riparare ancora la sua 690 con Luis. Andranno avanti fino a notte tarda a saldare e tribolare, sperando che questa volta tutto vada per il meglio.
Con il prossimo Stage si arriva ad Atar, un altro posto storico della vecchia Paris-Dakar, dove in molti ci hanno lasciato moto e anche qualcosa di più.
Le emozioni si fanno sempre più forti.

-CONTINUA EPISODIO 5