-CONTINUA DA EPISODIO 4

Finita la tappa del Banc D’Arguin, io e Cane Pazzo siamo eccitati e sorridenti tanto da sembrare affetti da paresi facciale. Ermax sembra indifferente, ma lo conosco bene e sotto sotto sta godendo anche lui come un pazzo. Dopo un po’ vediamo arrivare Bee, si è sparato da solo centinaia di chilometri in asfalto, a causa della rottura dei supporti fatti in precedenza a Dahkla.
È nero e sentirci raccontare la tappa tutti gasati non lo aiuta affatto.

Grazie al cielo c’è Luis e si mettono di nuovo al lavoro, tagliando e saldando pezzi per poter rimettersi in sella definitivamente. Noi intanto facciamo aperitivo con birra del discount portoghese dell’organizzazione e mix di paste e risotti in busta. Per concludere Rösti svizzeri di Virgi, una vera bontà da portarsi dietro ogni viaggio.
Ci godiamo tutta sera il Cielo Africano mentre assistiamo alle riparazioni incredibili di Luis.

Sahara Desert Challenge

Sahara Desert Challenge

Sahara Desert Challenge

Sahara Desert Challenge

Sahara Desert Challenge

Sahara Desert Challenge

Sahara Desert Challenge

Sahara Desert Challenge

Come al solito la sveglia è alle 6:30.
Caffè, sigaretta e poi si deve cercare un posticino comodo. Il problema sono i Militari che ci scortano da quando siamo entrati in Mauritania e ci accerchiano!

L’umore di Bee è di nuovo alto, confidente nelle riparazioni effettuate ci scherza sopra.
Finalmente dopo giorni siamo di nuovo tutti e quattro in sella e iniziamo la Tappa di 431km che ci porterà ad Atar, teatro di mitiche storie della Paris-Dakar.
Dopo qualche decina di chilometri siamo già fermi, la 950 SE di Cane Pazzo borbotta ed ha bisogno di una pulizia filtro, nessuno sa il motivo per cui non lo abbia fatto la sera prima, anche perchè gli Ingegneri austriaci sono particolarmente furbi: per rimuovere il filtro bisogna smontare il serbatoio..

Ripartiamo su delle bellissime Piste con un po’ di tôle ondulée e carregge di sabbia, attraversando qualche villaggio sperduto nel nulla. Le condizioni di vita dei Mauritani sono davvero pessime, non hanno nulla, la povertà regna sovrana. Il regime militare si intasca tutto quello che gli entra dalla vendita di materie prime (petrolio e minerali) e il popolo rimane affamato, nonostante siano pochi milioni.

Mentre stiamo finendo la parte di Off, inizio a sentire strani rumori provenire da sotto la gamba Sx. Non ci dò troppo peso, la moto finora è stata perfetta, motore e tutti cazzi appena revisionati e non ha mangiato un cl di olio, finora.
A poche decine di chilometri dal Re-Fueling, Cane Pazzo rimane a secco. Inizia a farsi sentire il consumo moderato della 950SE e i pochi litri a disposizione non bastano in Mauritania. Ci ciuccia a tutti benzina, bevendone anche un bel po’.
Probabilmente il giorno dell’esperimento sulla capillarità alle elementari era con una BMX rubata a sguazzare nel fango e impennare.

Arriviamo al Re-Fuel e non c’è nessuno, come il giorno precedente. Chissà Marc dove è dovuto andare per recuperare Benzina!
Fa caldissimo e cerchiamo riparo tra l’albero e il Defender di Marco, con a bordo Virgi. Dopo un paio d’ore finalmente si intravede all’orizzonte il mitico Mitsu di Marc, riempiamo le moto e ci dirigiamo verso gli ultimi 180km di asfalto che ci porteranno ad Atar.

SDC 2015_Virgilio

SDC 2015_Virgilio

SDC 2015_Virgilio

SDC 2015_Virgilio

Poco dopo sento un rumoraccio di ferraglia provenire dal carter Sx: tiro frizione, il rumore cessa e mi fermo.
Sono costretto ad aspettare il di nuovo Marc con il carrello per fare gli ultimi chilometri.
Sulla Mitsu c’è anche Jaime, il catalano con la Guzzi. Senza il meccanico Luis sarebbe ancora in Marocco!
Lo stesso giorno ad Atar passa anche l’Africa Eco Race e incontriamo diversi mezzi tra Moto e Buggy, aiutiamo un motociclista inglese a ripartire dopo il pieno all’unico distributore dotato anche di benzina.

Arrivati al campo ad Atar, Luis smonta subito il carter frizione. È tutto secco, controlliamo olio e ne è rimasto forse 1/2 litro. Cazzo. Rimettiamo a livello, accendo e la povera 660 fa una bella fumera bluastra.
Cane Pazzo mi dice: effettivamente quando ti ero dietro oggi, sentivo puzza di olio bruciato...
Un po’ demoralizzato, gli altri mi rassicurano che in ogni caso la moto gira, si rabbocca ogni tanto e si va avanti.
Cercando di essere positivi, scrocco un Atovaquone Proguanile a Ermax e andiamo a dormire nella tenda Berbera del campo tendato.

Mi sveglio e accendo subito la moto, voglio vedere con la luce del giorno. Sembra un due tempi, #@€ &%$£!
Parte anche la tappa più bella della spedizione, 264km da sballo in mezzo a canyon di sabbia, dune, pietraie..
Partiamo con il carico di olio, seguiamo l’inizio della pista per Chinguetti per poi tagliare verso sud su una bellissima pista di terra battuta stile WRC. Attraversiamo il villaggio di MHEIRITH insabbiandoci in tre.

La 660 scalda parecchio, mi fermo con Ermax a controllare l’olio, ne ha già mangiato metà dopo soli 100km #@€ &%$£!
Dopo il Re-fuel c’è da affrontare il passo di TIFOUJAR tutta sabbia molle con forte pendenza, un bel cordone di dune..l’idea di provarci lo stesso mi stuzzica, ma poi torno alla realtà. Inizio a pensare che il rischio di fondere definitivamente la moto li mezzo è molto alto e sarebbe un guaio ancora peggiore..#@€ &%$£!

Ermax, Bee e Cane Pazzo ripartono. Sono circa le 12:00 e li vedrò tornare al tramonto stanchissimi, ma soddisfatti e felici.
Guardare le immagini del video fa ancora male adesso..
Solo ora capisco come si è sentito Bee nei giorni precedenti a vedere tutti gli altri girare in moto contenti, Una merda.
Ci godiamo l’ultimo Bivacco del viaggio ascoltando il silenzio.
Le prossime notti saranno in posti attrezzati: Nouakchott, St. Louis e finalmente al Lac Rose, cercando di arrivarci in moto, in qualsiasi modo..

SDC 2015 Landscapes

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SDC 2015_Virgilio

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