-CONTINUA DA EPISODIO 5

Ci svegliamo nel mezzo delle dunette del nostro ultimo bivacco a Tabrenkout, la notte ha portato consiglio e metto il cuore in pace per la rottura delle fasce del pistone della mia fidata 660.
Mettiamola così, alla fine sarebbe stato molto peggio tornare con qualche ossa rotta, la moto gira ancora anche se mangia circa 1lt d’olio ogni 100km e mancano solo tre tappe con la finale che ci condurrà sulle spiagge del mitico Lago Rosa.
Quest’ultima tappa nella savana e sulla spiaggia, a rischio di bruciare definitivamente la 660, voglio farla a tutti i costi..
Smontiamo per l’ultima volta il nostro tendone da circo (e penso non sia stato ancora riaperto da allora, brrrr) e Ermax, Cane Pazzo e Bee sono pronti per ripartire e affrontare la tappa che ci porterà a Nouakchott.
I bastardi si beccano anche il passaggio della Africa Eco Race con Cane Pazzo che insegue sul dritto i Buggy mentre a me tocca il Mitsu carrellato che porta la Benzina. Che palle, ne approfitto per dormire un po’.

SDC 2015 Landscapes

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Rincontro i miei amici barbuti al primo Re-Fuel obbligatorio per le moto, ah no scusate, per il 950SE! A guardarli arrivare tutti bardati da moto sembrano dei cosmonauti su un pianeta sconosciuto..
Il resto della tappa è lungo la striscia di asfalto che porta nel traffico ultra-caotico della capitale Mauritana.
Si dormirà in Hotel stasera, Hotel in una capitale dell’Africa occidentale, decisamente meglio qualsiasi Tenda, anche la nostra!
La struttura è completamente tirata su a caso, niente è in bolla, nessun gradino è della stessa altezza degli altri..Fichissimo.
Dopo giorni di cibo in busta ci mangiamo finalmente qualcosa di cucinato realmente, ogni piatto ha un ottimo sapore. Peccato che l’ORG ha finito la birra del discount portoghese e quindi dobbiamo aspettare di essere in Senegal per poter finalmente berci una bella Pinta rinfrescante! Non vedo l’ora.

La Mattina seguente si riparte dal centro incasinato di Nouakchott, presto perchè dobbiamo attraversare la frontiera con il Senegal e visto che in questi giorni l’Africa Eco Race si sta muovendo con noi, vogliamo evitare di rimanere “incastrati” nel loro circus. Nonostante questo incontriamo in dogana qualche mezzo, tra cui la Husky di Anastasya Ninfotova, la famosa rallysta russa..SBAV!
Purtroppo poco prima della frontiera di Rosso la KTM 690 di Luca, il genovese della corona, non gira più. La ruota è bloccata e non si accende nemmeno. Il meccanico Luis gli toglie le speranze che gli erano rimaste con una frase secca: “motore troncado”. Che sfiga pure lui, a meno di 300km da Dakar è costretto a salire sul Mitsu assieme al sottoscritto.

Arriviamo a Saint Luis, ex capitale dell’allora Africa Occidentale Francese con i suoi palazzi in stile coloniale. Ci sono tantissimi pescatori su diverse barchette coloratissime, alcune anche con stemmi nazisti..ma che diavolo?!
Sembra che la Baia sia pescosissima. Il pesce migliore viene caricato subito su dei grossi camion refrigerati poi quello che rimane su carretti più modesti trainati ancora da muli/cavalli, il resto viene fatto marcire comodamente per terra.
Non ho mai sentito in vita mia una puzza simile, sulla spiaggia vicino al nostro campeggio c’è letteralmente un tappeto di pesce morto che la ricopre interamente. E non sono ad essiccare..Io che credevo che gli stivali miei e di Ermax fossero la cosa peggiore da avere vicino!

SDC 2015 Landscapes

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Indovinate cosa c’è a cena? Pesce! C’è anche la variante pollo, una vasca di patatine fritte e della buonissima e freddissima birra senegalese, la Gazelle, di cui ne trangugiamo svariati litri..solo perchè c’era un gran caldo eh.
Siamo belli contenti, ma manca il Cane Pazzo, dove è finito? Ovviamente dorme già in stanza, fa tanto il bullo, ma la 950SE gli toglie qualsiasi energia e durante tutto il viaggio è sempre collassato prima di tutti in tenda/letto.
Faccio il giro dei partecipanti in moto per scroccare più olio possibile. A occhio e croce per finire tranquillo l’ultima tappa mi servono un buon 3lt. Il grandissimo Thiago, anche lui con una 660, me ne lascia quasi 2lt, l’altro litro lo recupero da Luis, lui me lo avrebbe dato anche gratis, ma Nelson è un furbone e me lo fa pure pagare.

Riempo lo zaino con tanica d’olio, straccetto e imbuto. Tutto è pronto per partire alla volta del Lago Rosa, ma ho davvero paura che la moto mi abbandoni definitivamente.
Mettersi di nuovo stivali, protezioni e giacca da enduro la mattina seguente, però, è una delle più belle sensazioni.
La tappa consiste in pistoni di sabbia nella savana e gli ultimi 70/80 km sulla spiaggia di Lompoul per concludere con il giro del Lago Rosa e l’arrivo di nuovo sulla spiaggia.

Cerchiamo di disincastrarci in fretta dal traffico caotico di Saint Louis e dopo pochi chilometri siamo immersi nella Savana.
Si alternano tratti di sabbia dura e di sabbia molle, sono parecchio divertenti e ad ogni passaggio nei piccoli villaggi la gente in festa ci saluta, soprattutto i bambini. Socializziamo durante le frequenti soste per controllare il livello dell’olio e fare i seguenti rabbocchi. Molti locali sono tornati dopo essere stati svariati anni in Italia o Francia, ne hanno tutti un bellissimo ricordo e rimpiangono di non aver più la possibilità di tornare con la loro famiglia.
Ricordiamoci sempre che se l’Africa è in queste condizioni è solamente colpa dei paesi occidentali.

La parte della Savana si conclude sulla spiaggia di Lompoul. Attendiamo che si abbassi la marea mangiando uova e patate con olio piccante in un baracchino ricoperto di amianto, uno dei piatti migliori di tutto il viaggio!
Ermax e Bee aiutano a cambiare la camera a Jaime e ripartiamo per affrontare gli ultimi chilometri del viaggio sullo spiaggione. Ermax dopo una decina di minuti si accorge di aver perso l’osso di cammello che aveva legato dietro la sua XT600 e diventa furioso. Ha dato la camera d’aria al portoghese e l’osso che era legato assieme non era più così saldo, rimarrà in Africa!

Percorrendo gli ultimi chilometri l’emozione si inizia a sentire e sembra che ognuno di noi si voglia godere questo momento in solitudine, ci disperdiamo un po’ e la mia mente viaggia su quanto siano stati intensi questi 13 giorni di viaggio.
Davvero una bellissima esperienza, ne sono successe di tutte i colori, come è anche giusto che sia.
Se no di cosa scriveremmo?
Arrivati sulla spiaggia si festeggia e si fanno le foto di rito. Ci sono un sacco di turisti, quindi facciamo un po’ di cagnara con le moto. Soprattutto il buon Cane Pazzo che piazza qualche limitatore tra una impennata e l’altra, tutto soddisfatto di aver portato quella bestia fino a Dakar.
Tra l’altro lui ed Ermax sono gli unici dei 19 motociclisti ad aver percorso l’intero percorso, senza mai tagliare o saltare qualche parte, chapeu!

SDC 2015_Virgilio

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Dormiamo vicino da Chez Salim, il giorno dopo dobbiamo portare le moto al porto per caricarle sul Container e ci organizziamo subito per il trasporto della mia 660 e della 690 di Luca.
Quando vediamo arrivare solo un pickup ci viene un colpo, ma non bisogna mai da dubitare dei metodi di carico africani e le moto arrivano sane e salve nel traffico micidiale della capitale senegalese.
La città in se non è nemmeno male e tra i mille casini con il trasportare, che non sto a raccontarvi in questa sede, riusciamo anche a visitare qualcosa.
Camminando tra i grattacieli di Dakar riprendiamo purtroppo contatto con la vita reale, non si è più liberi di correre nel Deserto e il pensiero della routine lavorativa si affaccia sempre più prepotente.
Sicuramente conoscete anche voi qual è il modo migliore per scacciare questi pensieri alla fine di ogni viaggio.
Fantasticando su come raggiungerai la tua prossima meta.

FINE