Domandone da un milione di dollari.

Dopo le mie eterne e sicuramente odiatissime dissertazioni in ambito MOTOGP, ogni tanto mi piace venirvi incontro con argomenti a voi cari.

In questo caso il mio dubbio amletico riguarda una filosofica domanda in ambito di coerenza.

Come ben immaginerete dopo la lettura dello Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta anni fa, la dicotomia (trovarsi ad un bivio tra due soluzioni) è diventata una po la mia dimensione di vita.

In un’ipotetica operazione nostalgia, in questo momento in cui il rally e le Endutourer sono al massimo del loro splendore mediatico, vi sembrerebbe più appropriato un revival del mitico marchio Lucky Explorer, accoppiato ad una Ducati Multistrada o ad un MV Rivale? (dimentichi che Lucky fu sponsor anche di Yamaha alla Dakar n.d.r.)

Come tutti ben sapete le Elefant 900 e versioni minori 650,350, erano motorizzate con il Pompone di Borgo Panigale in virtù della comune propietà dei marchi Cagiva-Ducati.

Questa fù anche una delle regole del successo della mitica Corazzata da deserto Varesina e del successivo consacramento nel Valhalla motociclistico.

Da qui la mia domanda se fosse una buona idea realizzare una versione LUCKY dell’ultima versione enduro della Multi, magari trasformandola in una “Desert Machine” e non in quel succedaneo del GS da dentisti divorziati.  

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O forse preferireste una coerenza di propietà del marchio creando una MV Elefant partendo dalla base della Rivale, o di altre varie declinazioni meno pistaiole, della piattaforma 3 cilindri, Made in Cassinetta di Biandronno?Watch Full Movie Online Streaming Online and Download?

Anche qua bisognerebbe dotare la ciclistica con delle WP da 200 mm degne di una decente fuoristrada, ed un bel paio di caminetti Termignoni in stile trattore Landini.

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Il massimo della libidine sarebbe convincere Castiglioni, che ha già le sue beghe di economiche e finanziare da sbrigare, a rispolverare il marchio Cagiva e magari una delle ultime Navigator motorizzate Suzuki (Bicilindrico TL 1000) e ristilizzare il tutto in chiave moderna con la sublimazione delle carene bianche, rosse, nere e oliva.

In precedenza avevo incrociato le dita non poco, implorando gli dei, per la ri-acquisizione dell’intero stabilimento Ex Bmw-Husqvarna in modo da avere delle Enduro o Cross che riportassero agli albori dell’elefantino, sfoderando suggestioni come, Aletta Rossa, W16 per l’enduro o delle cross con la sigla CR e delle versioni speciali intitolate a Dave Stribjos, Corrado Maddii o ancora meglio Pekka Vehkonen. ( e invece se le è presa SWM.. n.d.r.)

Vabbe, non ci resta altro che sognare.