Sembra la moda degli ultimi anni, fare un monumento a quel agglomerato di ferraccio vetusto che è la Honda CR 500 cross.

Scherzi a parte, come tutto ciò che è inarrivabile e per pochi ha la sua aura di fascino e seduzione, ma in realtà per la maggior parte chi ne parla fa solo un bel “montone” di aria fritta e sentito dire, un po come si prestano ad essere trattate le leggende metropolitane.

Io personalmente ho avuto una mezza idea di acquistarne una agli albori della mia avventura motard. Non tanto per una questione di heritage, ma più per una mera questione di praticità.

Volevo tenermi il mio misero DRZ 400 E integro per l’uso quotidiano e in quel momento il grosso mono 2t era ancora in produzione, anche se invariato almeno dal 96 e motivo per cui non era neanche cosi costoso.

Il motard poi era l’unico modo di sfruttare davvero l’infinito motore, tanto che vi era anche una versione omologata stradale.

Poi si sà, i soldi han sempre la ragione ed un kit di ruote più un impianto frenante da strada erano molto più alla portata del mio borsellino di giovane appena entrato nel mondo del lavoro e del “racing”.

Ad ulteriormente disintegrare il mio progetto, quello di dotarmi della ennesima moto troppo esagerata per il mio livello amatoriale, fu l‘avvento dei 450 e dei telai in alluminio.

il vento stava cambiando, il 500one che fino a pochi mesi prima era il solo avversario dei tritoni Husqvarna e Kapponi Lc4, stava diventando un obsoleto macchinario sgrana pannocchie.

Per semplificare, l’avvento del CRF 450 è stato un po’ come il meteorite che ha estinto i dinosauri.

Col senno di poi mi sarei trovato in mano un patrimonio viste le odierne valutazioni del CRone, Ed inoltre avrebbe contribuito al mio curriculum di amante delle mignottone

Mignottone per la precisione è il mio equivalente personale del vostro puttanone, nel quale posso annoverare il mitico TT600 89 (tamburo post.) comprato senza mai aver guidato una moto,  CR 250 97 al debutto over 30 nel cross e un paio di RMZ 450 tra cui l’attuale.

La frustrazione di non aver mai avuto un 125 nella vita si è trasformata nel tempo in ossessione per il “troppo”.

BAILEY

Ma tornando a noi la realtà e che tutta la mia acredine verso l’argomento, perchè sia mai che io possa tessere le lodi di qualcosa, scaturisce non tanto dai 50enni che trovo sulle piste della Lombardia.

Quelli che con gloriosi 500oni replica Jobè, che rendono il paddock molto colorato ma per contro mettono malapena la 3a onde evitare di dover by passare qualsiasi curva o arrivare stra lunghi su ogni panettone inferiore ai 30 metri.

Quelli, nonostante la chiara inadeguatezza dei loro mezzi alla morfologia delle mie piste regionali, tutto sommato contribuiscono a mantenere una certa multiculturalità ed uno spirito eroico che nel motocross sta sparendo a colpi di mappature.   

La mia parziale antipatia per l’argomento si è accresciuta con il diffondersi di costose AF e trapianti vari di grossi motori nelle ciclistiche dei 250 4t.

Il punto più alto del “non capire” si è manifestato su alcuni esempi al limite del ricovero coatto come quello in foto quà sotto.

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Un certo tale Inglese ha preso un motore 500 del 98 lo ha infilato in quella “putrella”, con tanto di cannotto di sterzo esagonale, che fu la prima generazione ALU Honda. 

Quella che anche McGrath, the king of Supercross, si rifiutò per principio di guidare.

(come citato prima quel telaio l’ho usato per più di due anni e so di cosa parlo)

Non contento il nostro amico britannico ha rifatto l’intero motore con ogni ben di dio Pro Circuit, ed ha concluso l’opera con un bel kit di sospensioni Ohlins Ufficiali Factory con tanto di forka tradizionale (giusto per spendere 7000 euro che avanzavano) in luogo della Up side down Showa di serie che era già a doppia camera, quindi non proprio quella che tecnicamente si può definire una merda e anche qua vi posso confermare che era uno dei plus valori di quella ciclistica un tantinello rigida.

Tutta l’opera omnia in questione è costata all’anglossassone 30000 euro.

Ok non sono sterline, ma per avere in mano cosa?

al

 

La conclusione di tutto questo inutile ridondanza di parole qual’è ?

Che quando qualcuno fa il mito di qualcosa a me girano le balle. Ok fin qui ci siamo, lo avevamo capito.

No, diamo una sensata conclusione alla faccenda.

Perché complicarsi la vita quando con un 450 (fino a qualche anno fa anch’esso considerato eccessivo) adesso puoi cambiare uno spinotto e farlo andare come un 250 spompato, non bruciare candele, non avere puzzo di benzina nel furgone e fare un motore ogni 120 ore?

Si ok, dai si scherza, avere una moto talmente esagerata e legata ad un altra epoca è una figata, magari imbrigliata in un telaio smilzo di ultima generazione per dare sfogo ad ogni nostra pulsione di “depravazione sensuale” meccanica, ma in fondo è un oggetto da arredamento. Perchè vederla guidare a pel di gas per non farsela da “cappello” è davvero mortificante.

Forse sarebbe meglio iniziare a pensare di mettere dei 125 in quei telai super tecnologici e magari potergli dare del gas in qualche categoria ancora in vita nei vari campionati nazionali.

Io nel dubbio continuo a quattrocinquantare….