La Sostituzione delle Pastiglie dei Freni è una di quelle operazioni che molte volte evitiamo di fare intimoriti dal fatto che i freni sono il principale e più fondamentale apparato di sicurezza di cui le nostre amate motociclette sono dotate, e considerarlo un sistema “sacro” che solo il nostro meccanico di fiducia è in grado di toccare. Considerazione ragionevolissima, tuttavia se cerchiamo di tralasciare per un momento il timore reverenziale per questo elemento e analizziamo nel dettaglio lo svolgimento di questa operazione ci renderemo conto che si tratta di un intervento che non necessita di particolari attrezzi o competenze da tecnico della motoGP, e che con un pizzico di buonsenso e pazienza è alla portata di tutti, consentendoci di risparmiare qualche decina di euro di manodopera e di conoscere un po’ più a fondo la nostra amata motocicletta.

Allora bando alle ciance e iniziamo subito a vedere come fare.

Innanzitutto assicuriamoci di avere tutti gli attrezzi ed i ricambi necessari: dobbiamo procurarci le nuove pastiglie.

Per ogni modello di moto si possono trovare sulla rete innumerevoli modelli di pastiglie…Ma quali scegliere? Dipende dal tipo di utilizzo che facciamo della nostra moto; infatti oltre alla marca le varie pastiglie si differenziano per il tipo di mescola, principalmente in due macrocategorie: semimetalliche (o organiche a seconda di chi fa la descrizione :P) e sinterizzate. Le prime, che tra l’altro di solito rappresentano la tipologia installata di primo equipaggiamento) tendono ad essere più modulabili nell’intervento, piuttosto versatili (ossia adatte a tutte le condizioni di utilizzo, asciutto, bagnato, fango ecc. fornendo prestazioni piuttosto costanti senza eccellere in nessuna) mentre le sinterizzate sono tendenzialmente più aggressive nell’erogare la potenza frenante, più resistenti alle alte temperature, ma più sensibili ad acqua e sporcizia; quindi se siete soddisfatti delle prestazioni del vostro impianto di serie andate tranquillamente sulle metalliche (tra l’altro più economiche, una coppia si trova agevolmente sotto i 20 euro); se invece sentite che alla vostra cavalcatura manca un po’ di mordente in frenata o tende a perdere di efficacia frenante dopo un uso prolungato dell’impianto frenante e la usate principalmente su asfalto, passare a delle pastiglie sinterizzate è il primo e più economico intervento per cercare quel mordente in più.

Le pastiglie sinterizzate di solito costano un po’ di più (dai 25 neuri in su) ma, a parte qualche mescola ultrapistaiola che si consumerà alla velocità della luce e sarà un po’ recalcitrante a frenare fino a quando non sarà del tutto in temperatura, la durata delle due mescole è piuttosto simile, con qualche vantaggio a favore delle sint. Ma niente di sconvolgente…

Bene, ora che abbiamo scelto che pastiglie montare dovremo recuperare gli attrezzi necessari: un grosso cacciavite piatto ed una chiave (a forchetta o a bussola poco cambia in questo caso), di solito da 8mm ma questo dipende dal modello specifico su cui ci stiamo accingendo a lavorare.

Per prima cosa iniziamo rimuovendo le eventuali protezioni che coprono la pinza, in questo caso sempre con la stessa chiave da 8 che useremo anche in seguito.

1 protezione bis

Le immagini si riferiscono alla pinza posteriore di una moto da cross, ma le operazioni sono identiche su qualunque mezzo, dallo scooter alla superbike. Bene, ora che abbiamo pieno accesso ala parte su cui dobbiamo lavorare procediamo a far rientrare i pistoncini della pinza per consentire la rimozione e soprattutto la successiva installazione delle pastiglie nuove, e quindi più spesse. Infiliamo con delicatezza un grosso cacciavite piatto tra pastiglia e disco e facciamo leva fino a che i pistoncini sono completamente rientrati. Guardando da dietro la pinza vedremo i pistoncini che gradualmente spariscono al suo interno fino a scomparire quasi del tutto.

2 allargare

Ora che le pastiglie sono staccate dal disco possiamo anche verificare che la pinza, che sulle moto da fuoristrada è quasi sempre del tipo flottante, scorra liberamente perpendicolarmente al disco senza presentare eccessivo gioco nel senso di rotazione della ruota, sintomo di un’usura dei perni su cui scorre. La pinza deve scorrere di un centimetro circa avvicinandosi ed allontanandosi dal disco e di un mezzo millimetro nel senso di rotazione della ruota. In caso si rilevi qualche problema in questa fase è opportuno o smontare la pinza dal supporto per verificare l’usura di tutti i particolari o portare la nostra amata dal meccanico

Se invece è tutto a posto possiamo procedere ad allentare

3 smollare

e quindi rimuovere

4rimuovere

Il perno di ritegno delle pastiglie.

Nelle immagini si vede una moto giapponese (pinze Nissin) che generalmente monta un perno filettato con testa da 8; in caso di moto europee (pinza Brembo) il perno è tenuto in sede da due semplici coppiglie che una volta sfilate consentono di estrarre il perno. Le vecchie Nissin adottano un sistema composto da una pastiglietta filettata con sede per cacciavite a taglio sotto alla quale trovate un’impronta a brugola femmina da 5mm ricavata sul perno stesso. Se la vostra moto monta questa soluzione vi consiglio di sostituirla con in il perno con l’esagono maschio come quello che c’è nelle foto, perché dopo qualche tempo il tapino filettato tende a gripparsi sul perno rendendo molto difficoltosa l’estrazione.

Per fare ciò si trovo facilmente su internet dei perni di ricambio con l’esagono maschio per una decina di euro che vi semplificheranno di molto la vita negli interventi successivi.

Ora che il perno è stato rimosso possiamo sfilare le pastiglie usurate dalla loro sede.

5 pinza vuota

È ora importante ricordarsi di non azionare il freno, in quanto senza le pastiglie a frenare il pistoncino questo è libero di uscire dalla sua sede dopo qualche azionamento del comando facendo uscire tutto l’olio dall’impianto. Una volta che abbiamo le pastiglie in mano se sono dotate di schermatura anticalore dobbiamo provvedere a rimuoverla dalle vecchie e metterlo sulle nuove. La schermatura di solito è composta da una lamina di acciaio ed una specie di tela bianca; semplicemente incastrate sulla pastiglia; in genere la tela si usura piuttosto in fretta, ma niente paura non è un elemento indispensabile (ovviamente volendo si trova come ricambio), personalmente se è danneggiata evito di montarla.

6 paracalore

Ora inizia il rimontaggio

Inseriamo con delicatezza le nuove pastiglie nella loro sede ponendo particolare cura al corretto posizionamento della molletta di posizionamento nella parte superiore ed alla lamierina nella parte anteriore che fa da battuta (visibile nell’immagine successiva all’estrema sinistra della pastiglia). Questi elementi senza la pastiglia che li tiene in posizione sono liberi di muoversi impedendo il corretto posizionamento degli elementi frenanti.

7 reiserire

Ora reinseriamo il perno di ritegno delle pastiglie e lo serriamo (o reinseriamo le coppiglie)

8 spinotto

Azioniamo ora qualche volta il comando del freno per far tornare il pistoncino a contatto con la pastiglia e verifichiamo che sia tutto a posto verificando che le nuove pastiglie tocchino lungo tutta la superficie sul disco e che la ruota scorra liberamente se non azioniamo i freni e si blocchi quando tiriamo la leva.

Un piccolo appunto in merito: è normale che per qualche kilometro il comando risulti lievemente più spugnoso rispetto a prima e la frenata meno incisiva, in quanto le pastiglie devono adattarsi alle irregolarità del disco, se questo comportamento dura più di una decina di kilometri è opportuno fa verificare il lavoro svolto ad un professionista.

Una volta appurato che è tutto a posto possiamo reinstallare le eventuali coperture montate sull’impianto frenante.

9 protezione

Et voilà, siete pronti per altre migliaia di kilometri di staccate assassine