Gli appassionati del mondo motociclistico sono assillati da una terribile malattia. Non è diagnosticabile da alcun medico, se utilizziamo la tradizionale definizione di medico che tratta nientepopodimeno che dal Garzanti recita: chi professa la medicina avendo conseguito il titolo accademico e l’abilitazione all’esercizio della professione.
Se già dovessimo ampliare la nozione di medico, ricomprendendo l’operatore bancario che controlla i movimenti del nostro conto corrente, bancomat o altro mezzo valido al pagamento di qualsiasi cosa, allora si, la misteriosa malattia potrebbe essere diagnosticabile da un medico.

Questa malattia è nota come scimmia. La scimmia è una malattia terribile che colpisce ogni motociclista vivente senza distinzione di razza, sesso od età, come solo le migliori patologie sono in grado di fare.
In cosa consiste la scimmia? In ambito motociclistico la scimmia è il desiderio, che presto l’umano fa degenerare in necessità, di possedere un determinato pezzo aggiuntivo per la propria moto, che di per sé non sarebbe assolutamente fondamentale, visto che la moto è già completa e va benissimo così, ma sticazzi, lo voglio a tutti i costi.
Col graduale aggravarsi della malattia il pezzo diventa una serie di pezzi concatenati (tipo dal terminale allo scarico completo), passa attraverso la fase del kit la preparo da pista che ho trovato uno che vende scontatissime le carene in vtr oppure adesso la rallyzzo così vedi poi che endurate mega che ci spariamo.
Raggiunge il suo stadio finale quando oggetto della scimmia è una moto intera, che ovviamente a sua volta sarà oggetto di un’ulteriore fase di scimmie guarda compro il 690 che per fare enduro è una figata, rispetto al 950 che era troppo pesante e ingombrante. Poi però pensavo di sbatterci sopra un bel kit rally, così, per conservare la linea! [….] Cosa dici? Il peso? Ma noooo è un kit leggerissimo, saranno 10kg in più al massimo, toh

La scimmia è il trionfo dell’irrazionalità umana sul portafogli già lacerato della vittima. E’ la necessità di avere qualcosa di cui non hai assolutamente bisogno, ma fa troppo figo averlo e poi a quel prezzo vuoi non prenderlo? Dai cazzo, è un affare! Al limite poi lo rivendo e ci rifaccio quello che ho speso. Ogni commento è superfluo.
Guarire dalla scimmia è molto difficile, ad oggi due sono due le categorie di soggetti che, per peculiarità personali ne sono riusciti ad uscire: i pentiti ed i morti. Per tutti gli altri purtroppo non c’è via di scampo, se non quella di trasformarsi in una delle due categorie menzionate qui sopra.
Chi vi scrive oggi è un malato cronico, che vuole condividere la propria scimmia con voi, che probabilmente ne siete affetti.

Un giorno passavo presso la concessionaria KTM/HUSQVARNA P&D a recuperare dei ricambi per il mio martoriato 690 e, nel perdermi in chiacchere col buon Alessandro, il responsabile del magazzino ricambi, parlavamo poi di come usiamo le moto, l’enduro, il rally, i sogni, ecc.
Mi viene allora indicata una scatola con dei pezzi perfettamente imballati, buttati dentro a cazzo. Li estraggo e li dispongo su un bancone, cerco di capire cos’ho davanti. Un collettore basso con terminale, un paramotore esagerato con tasca per l’acqua e scatola porta attrezzi, delle carene, dei pezzi di alluminio palesemente lavorati a macchina, copertina sella, riser manubrio con alloggio per ammortizzatore di sterzo, dei serbatoi di alluminio, tappi, tubi, sganci rapidi, altri pezzi di alluminio lavorati a macchina. E’ stata l’erezione più confusa della mia vita. Salta fuori che avevano un kit completo Meca System (per il 690) lì in officina, se l’erano trovato tra le balle durante il trasloco e bòn, ora era lì in attesa di una nuova famiglia. In breve tempo, con un prezzo da rapina, ne sono diventato il proprietario.

Kit Meca System

Il kit Meca System è veramente sbalorditivo: interamente realizzato in alluminio, si divide in pezzi ricavati dal pieno ed altri lavorati a mano con saldature a TiG che quasi non meritano di essere sporcate in fuoristrada.
Le istruzioni sono molto chiare e a parte dover tagliare in piccola parte le plastiche che coprono il “trangolino” dove c’è la chiave, i lavori da fare sono perfettamente reversibili.
È prevista la rimozione e sostituzione della chiave con un interruttore da mettere sul telaietto della strumentazione e l’eliminazione del sensore antiribaltamento, perché al suo posto va messo il regolatore di tensione che altrimenti impaccerebbe i serbatoi. Altra nota è la rimozione del SAS che, dal punto di vista manuale è molto semplice, ne vanno rimossi gli organi e procurati dei tappi per chiudere l’airbox e la piastra sulla testa (a meno di non ricavarsene una nuova).
L’unica parte dove serve attrezzatura specifica è la disattivazione del SAS, che si può fare col programma/app TUNEECU e con un cavetto per collegarsi alla centralina.

Kit Meca System

Kit Meca System

L’altra attività laboriosa sarà quella relativa ai tubi della benzina, visto che vanno portati dalla pompa originale fino a davanti, dove andranno i due serbatoi supplementari; impegnativa non tanto per l’operazione di tirare due tubi, che in sé non è folle, ma più che altro ci sarà da trovare il miglior modo di farli passare per non strozzarli e proteggerli.
Fortuna che parlando con un amico (molto competente), mi ha ricordato di mettere assolutamente un rubinetto tra i serbatoi supplementari e l’originale, per precauzione, ma soprattutto perché riempiti i serbatoi anteriori, ti ritrovi col posteriore che fa la fontanella, visto che nel kit non c’è nulla che impedisca ai vasi capillari di produrre il loro effetto (devastante).

Per ora dall’ Ube’s Corner è tutto, la PARTE I sarà quella dedicata al montaggio vero e proprio! Che poi ovviamente seguiranno la PARTE I (dedicata al test in fuoristrada) e la PARTE II dedicata alle riparazioni, già che la SNAI ha quotato in negativo un mio atto vandalico sulla moto (col kit nuovo).