5 amici, 5 ktm, 2 tende e delle tracce mai fatte in terra spagnola. Questa è stata la mia estate Offroad sui Pirenei.
L’unica costante è stata la birra, la benzina e l’odore di piedi.

Ognuno del gruppo aveva un compito ben preciso:
Emilio: Capo-meccanico e addetto alle riparazioni, si dice che una volta aiutò solo con lo sguardo MacGyver a far ripartire l’auto in panne, il buon Mac mollò la tv e divenne un eremita.

Justin Norek: il suo compito principale era tenere alto l’onore della sua madre patria bevendo il più possibile, mostrandoci che un vero polacco non sbocca..Fino al pomeriggio successivo. Inoltre è il nostro ambasciatore del Downhill. Se vedete scendere un pazzo ai 200km/h su un KTM 520 non potete sbagliare, è il polacco che dopo 10 birre sta cercando la strada più veloce per andare a pisciare. Poteva farla lì, direte voi. È vero, ma è solo una scusa per divertirsi!
Come quando ero piccolo e uscivo di casa apposta in ritardo, così avevo la scusa per scendere a fuoco dalla collina e arrivare a scuola in tempo.

Alberto Cocimano: Chef del gruppo, con i suoi 100kg di muscoli e una fame insaziabilie, ci ha insegnato come nutrirci nelle peggiori condizioni: facendo la fame e utilizzando le proprie riserve corporee, che alcuni di noi non avevano!

Massimiliano Scanu: secondo meccanico e leader di lentezza nelle ripartenze.
Ci ha fatto piegare tutti i giorni dalle risate con le sue battute da fuoriclasse. Ad ogni richiesta risponde sempre in modo sicuro: ”nessun problema ci penso io”. Ed è per quello che alcuni non sono ancora tornati.

– Infine io, Cane Pazzo, fotografo del gruppo e “organizzatore” della spedizione! Ovviamente ho fatto le cose alla cazzo di cane, come è giusto che sia per questo tipo di viaggi.

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Come si sente dire spesso, l’organizzazione è alla base di ogni viaggio ben riuscito.
Aver la moto in regola è una delle parti fondamentali per non aver ulteriori problemi durante un viaggio Offroad, per non parlare del fatto che ognuno dovrebbe conoscere la sua moto, conoscendone i punti deboli e portarsi i pezzi di ricambio necessari.
Come saprete ci si trova spesso in mezzo al nulla, senza aver la possibilità di trovare un meccanico o un pezzo di ricambio.

Justin, seguendo alla lettera questa regola, ha avuto la bellissima idea di comprare e ritirare il suo KTM 520 il giorno prima della partenza. Sapete gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo, ma così ci siamo portati avanti.
Insomma se non riusciamo a complicarci le cose, noi non siamo contenti!

Questo è lo spirito che ci accompagna.
nel primo giorno di trasferimento da Calizzano a Genova, Emilio decise di fare una pista da Downhill.
Appena imboccammo quel sentiero, mi domandai “bello sì, ma neanche siamo partiti e già ci buttiamo nella merda, rischiando di perder la nave?”
Ovviamente sì.
Altrimenti saremmo andati anche noi a Formentera a berci i cokteil in spiaggia guardando due culi. Invece eravamo lì, sulla strada del non ritorno, sudati marci. Per un momento mi sembrò di essere a messa per quante volte fu nominato il buon Dio.
Tra vari passaggi riuscimmo solo a rompere una borsa e piegare un telaietto, come primo giorno non è stato male.

Ora vi prego di non inveire sul fatto che abbiamo preso una sentiero da Downhill, non era vietato alle moto e neanche segnalata come tale! E comunque sia il buon vecchio Justn Norek, vecchio manico della disciplina, non ci ha nemmeno rimproverati!

Non erano neanche passate 24 ore dalla nostra partenza è già sembravamo delle merde.
Eravamo lì ad aspettare d’esser imbarcati a Genova sporchi, sudati, con le moto distrutte e i gomiti già alzati per trangugiare birra.
In molti ci guardavano disgustati, ma altri provano un senso d’ammirazione, perché eravamo liberi dalle solite donne spaccacazzo, eravamo lì tranquilli e sorridenti a ridercela di gusto per l’impresa appena compiuta, raddrizzando telaietti e borse.

Dell’andata in nave non ricordo molto, solo che Justino distrutto dalla birra e dal sole, è riuscito a dormire per tutta la durata del viaggio e sembrava morto!!!
Come un vero Dakariano sa che quando si può, bisogna riposarsi.

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A Barcellona, da buon Tour Leader, organizzai un brunch con un vecchio amico spagnolo, facendo subito capire a tutti che i piani di partire subito verso gli sterri erano già saltati.
Ovviamente quando ci sono 40° e si è vestiti in tenuta da Enduro un giro per Barcellona fa sempre piacere.
Avevo pensato anche a questo, ovviamente!
Solo i sorrisi felici e soddisfatti dei miei amici hanno potuto ripagarmi.

Ed eccoci lì: il primo sterrato della giornata ed è ormai pomeriggio inoltrato, ma tutti quei km ne sono valsi la pena e siamo su di giri!
Anche la guardia forestale che ci invitò gentilmente a tornare da dove siamo venuti, perché nel parco naturale è vietato andare in moto! (Delinquenti!! n.d.r.)

Pochi km dopo ci accorgiamo che il telaietto di Coci è partito!
Bisognerà farlo saldare al più presto!
Ecco da qui potrei passare il resto del tempo a raccontarvi tutto quello che abbiamo rotto e come, ma diventerebbe alquanto noioso.
Anche perché di solito dalle 9 del mattino alle 3 del pomeriggio eravamo fermi per i numerosi guasti che si sono susseguiti. Ad esempio:

– 5 forature gomme (questa volta ho dato il meglio di me, con 3 forature)

– Cuscinetti anteriori e posteriori del 520

– Cuscinetto posteriore del 950

– Valige del 690 e 950

– Telaietti 690 e 950

– Perni del telaietto del 690

– Perno dell’ammortizzatore di sterzo 950

– Cavo del conta km del mio 950

– Leva cambio 690

– Leva freno post 520

Ammetto che tutti questi problemi sono stati dovuti dalle sollecitazione e dal peso dei bagagli che avevamo appresso. Avessimo viaggiato scarichi non sarebbe successo nulla, quasi nulla.

Penso che una delle cose più divertenti sia stata vedere la faccia degli altri motociclisti che ci guardano sbigottiti quando ci presentavamo davanti a loro, con le nostre moto sporche e i visi segnati dalla stanchezza e pitturati dalla polvere.
Mentre loro facevano una semplice sosta per far benzina, noi eravamo sempre lì con qualche chiave inglese in mano ad aggiustare le nostre moto.
Alcuni erano spaventati, altri increduli, ma tutti quanti ammiravano il nostro spirito.
Quello di non mollare mai: buttarci nella merda, per poi ridere quando ne eravamo usciti. Per me è questa la cosa più bella dell’enduro e dei viaggi con i propri amici.

Stare insieme, sclerare di brutto per poi tendersi una mano nei momenti difficili. Aiutarsi sempre e mollare mai.
Perché quando sei in mezzo al nulla non puoi mollare,
Non ti è concesso.

Non vi voglio ammazzare con i soliti racconti di viaggi, per quello lascio le foto che molte volte raccontano più di mille parole. Anche perché seguivamo una traccia e spesso e volentieri non avevo la minima idea di dove fossi.
Vi posso solo dire che la ricetta perfetta è sempre una sola: amici, moto, birra e delle belle tracce mai fatte.( la fai sempre facile Cane Pazzo, le tracce si fanno da soli, non spaccando il cazzo a tutta Italia! 😛 n.d.r.)

Il resto non conta. Spesso ci si trova in difficoltà, ci si da una mano, si arriva anche al limite della sopportazione e della stanchezza.
Ma alla fine quando torni e ripensi a tutti gli inconvenienti superati, un sorriso ti pervade sempre sul viso.
Le risate, le cadute in moto, la voglia di rialzarsi e andare oltre. È Questo che mi spinge a ripartire, a sognare nuovi percorsi per condividere con altri la mia passione. Ci sono alberghi a 5 stelle, ma noi preferiamo la tenda e il cielo con infinite stelle. Amiamo dormire in posti sperduti, fare un fuoco per scaldarci e sentirci..
Vivi.

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