-CONTINUA DA PREAMBOLO

Del racconto del primo giorno del nostro viaggio in Offroad in Sardegna, mi sono dimenticato un dettaglio importante: L’ubriachezza molesta da Inchnusa che ti fa dimenticare di scaricare i bagagli dalla moto e lo fai cosi, con nonchalance (Con ovvia difficoltà anche nello sbagagliare)

Zingarate: La Sardegna di #piùreatichekm

2° GIORNO

Com’è giusto che sia, quando fai un viaggio del genere la sveglia suona presto (per le 7) e si spacca il cesso a turni..una sorta di attacco chimico con aria croccante!

Ci si prepara e per le 8,30 tutti fuori che si va a fare colazione.. Si, il cazzo! Il nostro Ste si trova la gomma anteriore a terra e quindi ci mettiamo di buona lena per ripararla. Colazione, pieno e per le 9.30 ci muoviamo.

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Il nostro amico Riccardo Bianco detto Tarabbuzzu ci fa da cicerone e ci fa capire subito che siamo a casa sua, sgasandoci in faccia al primo sabbione e partendo come un missile, noi doloranti dal primo giorno teniamo il nostro ritmo, ma il buon Tarabbuzzu ci aspetta e capisce che siamo in k.o. psicofisico!

Per fortuna percorriamo un bel pezzo di off molto divertente e non troppo tecnico arrivando qui!

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Bene ragazzi, forse è il caso di presentarvi il gruppo al completo:

Da sinistra Giulio Bedosti (soprannominato 2 M3 di petto), Francesco Ferrari (Dolores o Frank-compagno balcanico), Malcolm Brunelli (detto Krukken), Marco Cappelli (il vecchio guzzista, ma più esperto di tecnologia di tutti gli altri messi assieme), Simone Di Carlo (io, Budpanzer o Dolores per Frank), Simon Must (cinghiale), Stefano Bonaldi (la nostra infermierina) e il Tarabbuzzu!

Da questo posto strafigo, scendiamo da dove siamo arrivati e iniziamo uno spostamento in statale di circa 20km, ritorniamo in off, iniziamo un percorso con subito a tradimento una salitona da gas spalancato e culo strettissimo, per fortuna superata con successo!! Appena svalicato iniziamo con canali bastardi e pietraie ancora fattibili e per fortuna non paragonabili al primo giorno.

La mattinata prosegue alla grande con traversoni divertenti e qualche salto (da arare la terra per qualche metro per colpa del cavalletto centrale) fino ad arrivare alla solita frase. “Ragazzi qua giriamo a destra c è una discesa difficile, ma fattibilissima! Vai simo non ti preoccupare, parti per primo..”

Fu cosi che quasi mi cagai addosso sporcando le calze, tracciato singolo in mezzo all’erba alta con discesa ripida, una di quelle che se fai a piedi cadi sicuro, immaginate in moto!
Io e Julio, gli unici a farla a moto accesa perché da deficienti ci siamo buttati e chiuso gli occhi! Giustamente gli altri vedendo la situazione hanno preferito spegnere e scendere a frizione tirata.
in tutto questo Frank ha dato la prima scoglionata sul serbatoio! [HAHAHAHA]

Si fanno le undici e mezza ed iniziamo a sentire un languorino (ovviamente pranzo al sacco) ma Tarabbuzzu ci propone un ultimo tratto di fuoristrada per poi spaparanzarci a mangiare.

Ecco l’ultimo tratto è divertente ma stronzo come pochi, fango, canaloni pieni d’acqua e guadi da mezzo metro con il fango sotto! Insomma un riempimento di panza molto sofferto, ma arrivato all’una in punto su un bel prato baciato dal sole…

Ripartiamo con il (non) avviso da parte di Tarabbuzzu: pomeriggio si farà un single track teoricamente molto semplice, ma non verificato (già si sentiva la puzza di bruciato).

Cosi partiamo e subito, ma stavo seguendo Frank da troppo vicino.
Troviamo un pezzo bastardo, lui spegne la moto e io dietro non trovando l’appoggio per il piede, finisco per aria.
Ovviamente senza farmi mancare una bella culata, con un bel porco annesso, sopra una pietra nascosta dalle foglie.
E’ stata una di quelle culate da picchiare il coccige e farti mancare l aria per una ventina di minuti!
Finalmente mi riprendo e capisco che é il caso di finire di fare off oggi!

Zingarate: La Sardegna di #piùreatichekm

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Tiriamo fuori la moto e andiamo a farci un caffè! Al bar mollo il colpo e decido di andare verso l’appartamento, perché è saltato fuori pure un dolore all’avambraccio (vi racconterò più tardi cos’era quel dolore..).

Vengo seguito da Must, Malcolm e Frank, mentre l’altra metà del gruppo continua con il giro facile.
Noi facciamo i bravi bambini (Gay 😛 n.d.r.) andando a lavare le moto per poi fare piccola manutenzione.
Ci si ritrova all’ appartamento, e ci prepariamo per la cena al ristorante, con specialità sarde e birra come se piovesse, racconti mistici e stronzate a cascata!

Tutti a letto che domani si carica presto e si va via!

3° GIORNO

Prepariamo tutti i bagagli perchè ci spostiamo verso il centro della bellissima Sardegna.
Dopo un’ottima colazione per noi e le puttanone si parte!

Il nostro mastro GPS (Marco) prende la guida del gruppo ed iniziamo a divertirci per qualche strada scorrevole con fondo compatto e poca sabbia.
Ci diamo del gran gas e ci stiamo divertendo come pazzi, ma come Fantozzi, anche noi abbiamo la sfiga che non ci molla mai.

Iniziamo una salita relativamente ripida e molto tecnica a causa della larghezza ridotta, con dei canaloni che tagliano il fondo a destra e sinistra, dello strapiombo sulla destra e della quantità enorme di pietrone.

I primi tre del gruppo, Marco, Tara ed il Krukken salgono con qualche difficoltà fino in cima, restando però soli per almeno mezz’ora. Con calma, sotto il sole cuocente scendono a piedi e ci trovano in questa situazione.

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la puttanona cicciona non ne vuole proprio sapere di uscire dal canale!
Lode ai 5 nani che tirando e spingendo riescono nell’impresa (un grazie speciale a 2 M3 di petto per il suo ingegno!).

Finalmente la compagnia della spinta riesce a mettersi in marcia ed i paesaggi di fronte a noi mitigano lo sconforto generale.
Arriviamo ad un bel guado, non troppo difficile quando il buon Frank cazzeggiando con il gas della sua GS tira una seconda coglionata contro il serbatoio. Il terzo giorno non è neanche a metà e gia si contano i feriti!

È quasi mezzogiorno e decidiamo di fermarci a pranzare in un ristorantino tipico con giusto qualche mezzo kg di pasta a testa. Purtroppo dopo pranzo iniziano i primi saluti.
Il nostro amico Tarabbuzzu torna a casa per lavori da fare, il nostro Cinghialone Must ha un traghetto da prendere la sera per ritornare in continente (mannaggia a sti cazzo di corrugati) e quindi rimaniamo solo in 6.

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La sera arriviamo a Mamoiada dove ci accoglie una signora amorevole e gentilissima che ci da le nostre stanze e ci fa finalmente riposare! Cena in casa, qualche birra e tutti a nanna.

4° GIORNO

Era il giorno diciamo di descanso, dove avremmo girato intorno a Mamoiada facendo il giusto numero di km e prendendocela con un po’ più di calma.. Ecco manco per il cazzo!

La mia Africa già dalla sera prima aveva iniziato a rognare con la frizione, e da ignoranti avevamo pensato ad una possibile regolazione sbagliata del filo, ed invece dopo neanche 3km da casa inizia a slittare e non muoversi manco a spinta.

Frizione bruciata, arrosto o a fanculo se volete!

L’unico meccanico è a 15km e cosi inizia un calvario fatto a 20kmh in 4 e in salita a spingerla con i piedi!

Miracolosamente il pacco frizione c’è ed il meccanico è disposto a farla subito. (che culo! n.d.r.)
Mi gioco cosi la mattinata dal meccanico. Ma va benissimo cosi! Gli altri mi aspettano finché non li caccio a fare un giro e non stare ad aspettare lo stronzo con la moto marcia.
Rimane con me solo Ste con l’altra Africa.

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Nel pomeriggio dopo aver preso la moto dal meccanico ci becchiamo col resto del gruppo e li lascio andare a fare off mentre io me ne torno a casa facendo solo strada per “rodare” la frizione senza stressarla subito in off! (seee, queste sono le birre! n.d.r.)

Con i coglioni in salamoia dalla spesa imprevista giro un po’ per strada e vado per ritornare a Mamoiada, quando incontro Marco (vecchio Guzzista) che aveva salutato il resto del gruppo per traghettare.
Ci facciamo un giretto e lo lascio andare verso Olbia dove lo aspetta mare mosso e ritardo della nave.
Ovviamente essendo il vecchietto del gruppo per colpa del ritardo alla fine si prende una camera e si mette pure la borsa dell’acqua calda sulla pancia #vecchiofuoriemezzogiovanedentro.

Ribecco gli altri all’appartamento verso sera, doccia, cena e tutti in branda! Domani si punta verso le famigerate dune di Piscinas..

-CONTINUA-