Che belli che sono i ricordi enduristici.
Mi sembra di rimuovere anche facilmente i momenti più difficili e a volte un po’ frustranti.
Forse è solo per quello che ogni volta torno più gasato di prima, oppure più semplicemente è perché mi piace talmente tanto infognarmi che tutto il resto non conta più un cazzo.
Quei momenti duri, alla fine, sono sempre ripagati dall’aver raggiunto quel traguardo impensabile che solo grazie alla testardaggine e la voglia di non mollare alla fine riesci a raggiungere.

Era la prima salita del giorno.

Eravamo in tanti, forse troppi per un giro in Sardegna, la Sardegna secondo Cane Pazzo.
Ma poco ci importava.
Questo giro era stato pensato con uno spirito semplice: andare in moto, mangiare, bere e stare con amici lontani da tutti e tutto.
E poi in fondo sì, era anche per festeggiare i miei 30 anni.

Sardegna Cane Pazzo

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Scanu, la nostra guida locale amica, mi fece cenno di salir per primo.
La mia reputazione era lì, al cospetto di più di 20 persone. Quella tagliafuoco a vederla da sotto non sembrava così difficile, ma se sbagli a metter la gomma, per via dei sassi smossi e delle numerose buche.. Sei fottuto!
Presi in mano il gas e con il cuore in gola mi lanciai su per quel salitone.
Temetti un paio di volte di non farcela ed invece.. Tac, Ero in cima!

E fu così che in tanti con le mono specialistiche, dopo aver visto il mio 950 SE salire, presero alla leggera quel salitone.
Non potei far altro che godermi dall’alto quello spettacolo di cadute e tentativi andati in fumo.
Si, mi sentivo figo. (sono sempre quello che all’Erzberg gli si era spenta la moto in partenza!)
Fino a quando, il sardo di casa, non ha iniziato a regalarmi emozioni e a farmi capire che a casa sua comanda lui.

Sardegna Cane Pazzo

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Di questo week-end dedicato all’enduro sono stati due i momenti che per sempre mi ricorderò:

1) dopo una salita merdosa in cui son riuscito a non impastarmi, ero li a gustarmi i passaggi dei miei amici, macchina foto in mano.
Ed eccolo lì, il Suspe. Dopo un giorno e passa di tranquillità latente decide finalmente di farci vedere chi è facendo un semplice movimento del polso, quello destro.
Alcuni di noi erano li sopra ad aspettare gli altri e siamo tutti stati catturati dal polverone e dal rumore inconfondibile di un 2t impiccato. Eravamo tutti a bocca aperta, quella moto faceva delle evoluzioni quasi poetiche su quei salti. Io ero li sbalordito, e sono riuscito a fare una foto goduriosa..comunque sia giudicatela voi!

Sardegna Cane Pazzo

2) Eravamo sempre Suspe ed io. Ci eravamo appena ri-scambiati le moto, voleva provare a sentirsi un po’ uomo sul 950, a me invece toccava essere la checca.
Quando ripresi il mio amato mezzo, avevamo perso di vista gli altri del gruppo, così decidemmo di proseguire su sterrati fino ad Ala dei Sardi, anche se il sole stava per calare. È li che ho provato uno delle emozioni più belle: strade libere, senza polverone.
Potevo tenere il mio ritmo senza dovermi fermare per aspettare, ogni tanto rallentavo solo per vedere se il Suspe fosse ancora vivo e non avesse sbagliato strada, perché in quelle occasioni, se il primo si stampa l’altro lo vede, al contrario no!
E la cosa brutta è che il secondo oltre a dover confrontarsi con il ritmo impostato dal primo, non vede pure un cazzo per colpa della polvere.

Ad ogni modo è stato stupendo, aumentando le velocità il 950 si fa amare. Da ammasso di ferraglia di 200kg con una potenza esagerata passa ad essere un giaguaro veloce ed agile. L’entrata in curva è la parte più bella: appena tiri giù una marcia e molli il gas la ruota dietro inizia a spazzolare, l’anteriore si butta dentro con una facilità e precisione incredibile e appena vedi l’uscita Braaaaap, Gas in mano e sei di nuovo di taglio.

Sardegna Cane Pazzo

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Sì, è un KTM 690.. e si, lo sta scrubbando!

Sardegna Cane Pazzo

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Una vera figata, era solo il secondo giorno e il feeling con la moto iniziava a tornare con il fisico che rispondeva ancora bene!
È stato come fare l’ammore cola donna dei tuoi sogni, STUPENDO!
Un’altra soddisfazione, sempre in quel frangente, è stata vedere la faccia di Suspe perplessa prima di alcuni passaggi per via dei 200kg di moto.
Non erano proprio consigliabili soprattutto col buio che incombeva e la stanchezza che si faceva sentire.

Lui però era già li pronto, forse un po’ scocciato della poca voglia di dover sucare forte per spingere il mio cesso, per via del peso eccessivo della mia moto e visto che eravamo solo in due. Gli altri avevo accorciato il ritorno via asfalto.
Ma quando in due o tre occasioni, riuscii a passare senza troppi scleri, lo vidi sorridere quasi riconoscente del fatto che non ero esploso.
Scene e sensazioni indimenticabili, ne sono valse davvero le vacanza.
Poi quando Suspe mi raccontò che per un momento gli sembrò di rivivere la Baja 500 quasi mi venì sul serio la pelle d’oca!

Questi sono state due situazioni davvero impagabili.

Grazie a Dio tutte le cadute e le bestemmie le ho già dimenticate!
E per questo ringrazio solo la mia memoria da pesce rosso!
Se qualcuno fosse interessato a unirsi mi scriva a canepazzo@mlgp.net e sarò lieto di averlo con noi. Qui le regole però sono poche e chiare, Il sardo comanda 😉

Sardegna Cane Pazzo

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