La Yamaha XT660z Ténéré di Mariscos

Ecco la Preparazione nei Dettagli dopo 16 anni di Avventure

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La Yamaha XT660Z Ténéré nasce con una pesante eredità alle spalle.

Le caratteristiche di una vera Ténéré ci sono tutte: serbatoio da 23lt, alta affidabilità, meccanica semplice.

Una base concreta per macinare chilometri in viaggi standard, ma di sicuro non è una moto pronta consegna per affrontare i cordoni di dune per arrivare ad Ain Ouadette.
Al massimo può affrontare la classica pista che parte da Douz e arriva a Ksar Ghilane con il passaggio tra le dune del Biben.
Giusto per fare un’esempio pratico.

Putrtroppo non è solo l’eredità ad essere pesante, ma anche la moto appena uscita dal concessionario, con ben 183kg a secco nella mia versione del 2010 senza ABS.

L’obiettivo della preparazione non era trasformarla in una enduro pura, ma renderla più efficace e sicura nei viaggi off-road più impegnativi, mantenendo affidabilità e autonomia, concentrandosi principalmente su due aree:

  • Sospensioni
  • Riduzione del peso

Ogni intervento è stato fatto per risolvere questi limiti concreti emersi durante le prime centinaia di km percorsi tra viaggi fuoristrada o eventi come l’Hardalpitour.

Uno degli interventi più significativo riguarda l’avantreno dove sono state installate forcelle WP da 48 mm a cartuccia chiusa provenienti da una KTM EXC 2011. Le piastre sono state lavorate su misura per garantire un montaggio corretto sulla Ténéré, senza alterare in modo invasivo la struttura del telaio.

Grazie a questa modifica il comportamento della moto è cambiato radicalmente, migliorando l’ingresso in curva e garantendo un controllo eccezionale in qualsiasi occasione, assorbendo perfettamente ogni asperità.
Soprattutto a Moto carica non va a pacco ad ogni buca o in frenata e permette molteplici regolazioni per ogni evenienza.

Per adottare questa soluzione è stato eliminato il doppio disco anteriore. In off-road la modulabilità del freno ora risulta più gestibile e il risparmio di peso non sospeso ha contribuito alla maneggevolezza.

Al posteriore è stato montato un mono-ammortizzatore Ohlins proveniente da una Cagiva Elefant 750. È stato realizzato un supporto dedicato sul telaio per il serbatoio separato, progettato per sopportare sollecitazioni elevate durante l’uso intensivo.

La conversione al cerchio posteriore da 18” è una scelta tecnica precisa. Il mozzo originale con parastrappi è stato mantenuto per preservare l’affidabilità della trasmissione su un monocilindrico. È stato sostituito il canale del cerchio e l’insieme è stato completamente riraggiato.

Conviene rivolgersi ad uno specialista.

Noi in Brianza come riferimento abbiamo Antonio Ferrario. Si trova ad Arcore in via Gilera 120. Può fare tutto il lavoro con lamine Tagasako e raggi Alpina, semplicemente il Top.

Il vantaggio principale è l’accesso a una gamma più ampia di pneumatici specialistici. La moto è al momento equipaggiata con Pirelli Scorpion Rally Race, gomma ad alte prestazioni in off-road, con una mescola più morbida e comportamento molto efficace su terreni misti.

Lo scarico originale centrale è stato rimosso. Oltre al peso complessivo, la posizione alta influenzava il bilanciamento.

È stato installato uno scarico singolo Fresco con collettore progettato per evitare interferenze con la ruota da 18” in compressione completa del mono-ammortizzatore.

Il risultato è un alleggerimento complessivo e una distribuzione delle masse più favorevole nella guida.

La moto è anche equipaggiata con:

  • Paramani X-FUN con struttura in alluminio e protezioni plastiche sostituibili.
  • Barre laterali e paramotore Touratech con attacco condiviso, soluzione che aumenta rigidità e solidità complessiva.

Il paramotore, barre protezioni e paramni sono state testate in numerose cadute garantendo una ottima protezione strutturale.

Sono state rimosse quindi le protezioni originali superflue della vaschetta di recupero dei liquidi del radiatore e del collettore.

Le pedane sono state sostituite con versioni più larghe, migliorando controllo e stabilità nella guida in piedi, oltre a ridurre ulteriormente il peso. Sono state rimosse anche le pedaline del passeggero.

La strumentazione originale è stata sostituita con un Trail Tech Striker, che integra:

  • Voltmetro
  • Temperatura aria
  • Temperatura acqua
  • 3 Trip e ODO

È stata realizzata una torretta in alluminio fissata ai punti originali del telaio. La piastra costruita in vetroresina e carbonio, supporta gli accessori.

È presente un supporto RAM Mount per smartphone, utile per navigazione stradale e gestione percorsi.

L’illuminazione anteriore è affidata a doppio faro LED Hella ValueFit, scelto per affidabilità e resa luminosa adeguata ai trasferimenti notturni.

Altre modifiche effettuate:

  • Gas rapido Magura derivato da Honda XR650R
  • Leva del cambio compatibile con Yamaha YZ 2010
  • Modifica alla pulsantiera: il tasto delle quattro frecce attiva manualmente la ventola radiatore

Quest’ultima soluzione nasce da una esperienza in condizioni estreme in Mauritania, dove la mancanza del controllo diretto del raffreddamento si è rivelato determinante.

La sella è stata modificata eliminando lo scalino passeggero e rifoderata, migliorando libertà di movimento nella guida in piedi e nelle lunghe percorrenze.

Ad oggi non coscosco ancora il peso effettivo dopo tutte le modifiche effettuate, ma stiamo lavorando anche su quello..
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